Lo stop ai dazi di Donald Trump della Corte Suprema e le nuove tariffe annunciate dal presidente Usa mandano il commercio internazionale nel caos. Così è inevitabile per l’Ue congelare l’intesa sui dazi che l’Europarlamento avrebbe dovuto votare domani: ogni decisione viene rinviata in attesa di chiarimenti. Chiarimenti chiesti dall’Ue, ma che soltanto per l’Italia sono invece già arrivati.
In attesa che si chiarisca la situazione, intanto, il relatore all’Eurocamera dell’intesa sui dazi, il socialista Bernd Lange, ha annunciato che domani non ci sarà alcun voto: “È chiaro che le basi legali sono cambiate, ci sono nuove tariffe totalmente diverse dalle precedenti. Molti prodotti al 15% non sono coperti dagli accordi firmati in Scozia”.
Dazi, è caos anche in Ue
Lange spiega che ora “ci sono molti elementi incerti e quindi abbiamo deciso di non votare domani, ma di tenere un altro incontro dei relatori la prossima settimana”. Lange sottolinea che serve certezza di fronte a diversi scenari, ma comunque ritiene che un voto l’11 marzo sia “ancora possibile”.
Intanto il rappresentante Usa al Commercio, Jamieson Lee Greer, ha spiegato ai ministri del Commercio del G7 che l’intenzione di Washington è quella di mantenere i dazi precedenti, anche dopo la sentenza della Corte Suprema, ma introducendoli con diverse basi giuridiche. L’obiettivo degli Usa è di agire in fretta per evitare incertezze, ma anche di evitare i “rimborsi per le aziende esportatrici straniere”.
Trump minaccia, l’Ue chiede chiarimenti e l’Italia resta nell’ambiguità
Trump, nel frattempo, è tornato a parlare della decisione dei giudici della Corte Suprema, sostenendo che questa sentenza gli avrebbe dato “accidentalmente e inconsapevolmente, in quanto presidente degli Stati Uniti, molti più poteri e forza di quanti ne avessi prima della loro ridicola, stupida e internazionalmente divisiva sentenza”. Poi il presidente Usa è tornato alle sue classiche minacce, sostenendo che i Paesi “che vogliono fare giochetti con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che ci hanno derubato per decenni, si troveranno ad affrontare dazi molto più alti e peggiori di quelli concordati di recente”.
L’Ue continua intanto a chiedere chiarimenti, anche se la Commissione non ha specificato su quali punti. Il portavoce del commissario al Commercio spiega che solo dopo i chiarimenti di Washington, Bruxelles potrà fare valutazioni precise. Uno dei nodi da sciogliere riguarda i nuovi dazi imposti da Trump al 15% e bisogna capire se siano aggiuntivi rispetto a quelli medi esistenti nel 2024, quindi prima dell’inizio del secondo mandato del presidente Usa.
Chi, invece, sostiene di avere le idee chiare è solamente il governo italiano. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo la riunione dei ministri del Commercio del G7 sostiene che gli statunitensi hanno fornito “rassicurazioni sulla volontà di non creare instabilità per le nostre imprese”. Per Tajani è necessario “continuare a lavorare costruttivamente con Washington per una rapida transizione verso il nuovo sistema”. Insomma, l’Italia si fida, unica in Ue, mentre Bruxelles chiede chiarezza.