Il ddl Zan approda domani in Aula al Senato. L’appello di Scalfarotto: “Sarà il Vietnam. C’è il rischio che il testo non diventi mai legge”

Senato ddl zan
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Il ddl Zan, la legge contro l’omotransfobia già approvata dalla Camera (qui il testo), arriverà domani in Aula al Senato (alle ore 16.30 l’inizio del dibattito). Ma il percorso del ddl è ancora pieno di ostacoli. Restano decisivi, infatti, i voti dei 17 senatori di Italia Viva e ci sono poi altri 34 voti in ballo tra i cattolici di Pd e M5s, ma anche alcuni favorevoli alla legge nel centrodestra. I renziani sono pronti a presentare emendamenti: a quel punto, con il testo modificato, la legge tornerebbe di nuovo alla Camera.

“Da domani sarà il Vietnam, la Lega farà ostruzionismo, ci saranno molti voti segreti. M5s sta vivendo la fase che sappiamo, ci sono dubbi nel Pd… chi può garantire che ci sarà la compattezza che serve” ha detto a La Stampa il parlamentare di Iv, Ivan Scalfarotto, in merito al Ddl Zan lanciando un appello al Pd.

“Noi abbiamo votato provvedimento alla Camera – ha detto ancora Scalfarotto -, ma il problema è che già da domani vedremo un ostruzionismo molto spinto, visto che si è deciso di andare in aula col muro contro muro. Il regolamento offre strumenti ficcanti a chi si oppone. Non credo che riusciremo a fare i primi voti prestissimo, le destre si iscriveranno in massa a parlare, presenteranno pregiudiziali di costituzionalità”.

“Come è noto – ha aggiunto il parlamentare di Iv – anche i governi con maggioranze molto ampie ricorrono spesso al voto di fiducia, di fronte al Vietnam parlamentare. Noi stiamo cercando di trovare un accordo che permetta di approvare il provvedimento. Il rischio in questo momento è che il testo ddl Zan non diventi mai legge”.

“Il Ddl Zan? Ci sono donne e uomini – ha detto il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti -che camminano per le strade e rischiano di essere picchiati, insultati o discriminati per il proprio orientamento sessuale. Li vogliamo difendere oppure non ce ne frega niente? E’ una legge di cui si discute da tanto tempo e che e’ stata votata dal Parlamento. Penso che sia giusto mettere tutti davanti alle loro responsabilità”.

“Domani torno a Roma perché c’è questo ddl Zan da bloccare o quanto meno da cambiare in Parlamento” ha annunciato il segretario della Lega Matteo Salvini, in un comizio a Lamezia Terme. “Il diritto all’amore è sacro – ha aggiunto il leader del Carroccio -, nessuno può permettersi di aggredire due ragazze o due ragazzi, noi abbiamo semplicemente detto: ‘togliamo da questo ddl i bambini e le scuole elementari’, e se qualcuno crede nella mamma e nel papà deve poter essere libero di credere nella mamma e nella papà”.

Leggi anche: Resa dei conti sul ddl Zan. I giallorossi sfidano Salvini e Renzi. M5S e Pd bocciano la mediazione farsa del Carroccio. Niente sconti sui diritti, pronti alla conta in Aula.

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