Guerra totale sul Ddl Zan. Ci mancava Orbán nella rissa tra Letta e Salvini. Enrico accusa la Lega di fare asse col leader ungherese sull’omofobia. Ma Salvini ricorda che sta nel Ppe col Pd

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Il Day after, come prevedibile è ancora denso di polemiche: il ddl Zan contro l’omotransfobia è stato calendarizzato (leggi l’articolo), ma ora si annuncia battaglia e lo scontro, prima ancora di approdare in Aula al Senato il 13 a suon di ostruzionismi e valanghe di emendamenti, continua nei botta e risposta fra i “contendenti” in campo. Da una parte il fronte progressista della maggioranza – Pd, M5S LeU – che non ha voluto mediare sul testo originale e dall’altra Lega, Iv e FI che invece non ne vogliono sapere di approvarlo così com’è, con la definizione di self id riferita all’identità di genere, la limitazione della libertà di espressione con annessa previsione di reato e le iniziative nelle scuole.

Anche ieri è andato in scena il solito botta e risposta fra Enrico Letta e Matteo Salvini: il segretario dem tira in ballo Viktor Orbán e la sua contestata legge che, secondo i critici, discrimina la comunità Lgbtq (“Nella legge di Orbán l’omosessualità è posta al livello della pornografia e la protezione dei bambini è usata solo per discriminare. Noi stiamo con l’Ue. Salvini e Meloni con Orbán. Come si può dar credito alle loro presunte proposte di mediazione sul Ddl Zan???”), scrive su Twitter, e pronta arriva la replica del leader del Carroccio. “Cosa c’entra l’Ungheria? Chi è alleato del Pd e dei socialisti in Ue? Orbán. Se hanno problemi tra di loro se li chiariscano tra di loro”. Così Salvini a L’Aria che tira Estate su La7, e ancora: “Stiamo parlando di Italia perché Letta scappa? Ha paura del Papa e delle associazioni lesbiche e gay che chiedono un confronto? Noi stiamo cercando l’accordo fino all’ultimo, c’è buona parte del centrosinistra che lo vorrebbe, è rimasto Letta che con la sua bandierina, danneggia coloro che dice di voler difendere, se vuole affossare la legge, ci sta riuscendo”.

Dello stesso avviso Mattero Renzi che ieri nella sua e-News ha sottolineato che “La Lega ha fatto con il senatore Ostellari una proposta che la fa uscire dall’ostruzionismo: è un punto di partenza sul quale si può lavorare. Come pure l’accordo è a portata di mano sul testo di Scalfarotto. Andando al muro contro muro, invece, può darsi che la legge salti all’ultimo miglio, affossata a scrutinio segreto”. A tal proposito, ieri ha preso apertamente posizione il senatore dem Mino Taricco, che si è schierato per la revisione del testo ma al Nazareno si ipotizza che ci possano essere almeno 6 voti in dissenso e altrettanti potrebbero spuntare tra i 5S. Insomma, come pronosticato dal leader di Iv, i numeri a Palazzo Madama per via libera al resto Zan potrebbero davvero non esserci – il voto segreto su questo rende gli scenari meno intellegibili – anche se pure nell’altro fronte potrebbero esserci sorprese, vedi Elio Vito e Barbara Masini di FI che hanno già dichiarato che si è esprimeranno a favore.

DIATRIBE SOCIAL. In ogni caso il clima fra i renziani e gli ex compagni di partito continua ad essere teso: “Con Scalfarotto voglio essere politicamente scorretta: a frocione di m…”, questo il commento, a suo dire “ironico” scritto su Facebook da un’esponente dem di Civitavecchia che sta rimbalzando sui social, tra le polemiche di Iv. “Nel Pd c’è anche chi si esprime così – denuncia il deputato Luciano Nobili postando lo screenshot incriminato – A proposito di Ddl Zan e reati d’odio, Letta ha qualcosa da dire? Un abbraccio al mio amico Ivan Scalfarotto”. Anche la viceministra Teresa Bellanova tuona su twitter: “Mi chiedo cosa ne pensi Enrico Letta delle parole vergognose di Rosamaria Sorge, iscritta, dirigente Pd e ex candidata a Civitavecchia per il partito. Non stiamo forse esagerando?”.

Ma sui social ieri è continuata anche la querelle a distanza tra politici e influencer, nella fattispecie Renzi e i Ferrganez, con Fedez che prende ancora di mira l’ex premier reo di aver invitato la moglie ad un confronto pubblico sul tanto discusso di segno di legge. “Cogliere la bassezza della politica italiana è vedere Renzi chiedere un dibattito a Chiara Ferragni, che è un’imprenditrice che non grava sulle tasche degli italiani e che esprime un suo pensiero e può permettersi di farlo anche in maniera banale’’. Altissimi livelli.