Il decreto sulle riaperture c’è, ma non piace alla Lega. Fedriga: “Nelle prossime settimane ci potrebbe essere una revisione”

Recovery Draghi
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Nessuna modifica sul coprifuoco e sulla riapertura dei locali rispetto a quanto deciso nel corso della la settimana scorsa nella riunione della cabina di regia. E’ la posizione del premier Mario Draghi ribadita ai ministri nel corso della riunione che ha preceduto il Cdm di ieri sul nuovo decreto Covid che contiene la road map delle riaperture. Si resta dunque alle 22 come orario limite per il rientro presso la propria abitazione e alla possibilità dei ristoranti all’aperto di aprire anche per cena, mentre quelli al chiuso saranno accessibili la sera non prima dell’inizio di giugno.

Il presidente del Consiglio ha risposto dunque con pugno fermo al pressing del leader della Lega Matteo Salvini (leggi l’articolo), sullo slittamento del coprifuoco alle 23, facendo notare – non senza irritazione – che la decisione è stata presa collegialmente giorni in sede di cabina di regia. A pochi minuti dal via libera del Cdm al nuovo decreto i leghisti annunciano l’astensione, decisione che scatena l’ira di Pd, M5s e Leu, che accusano il partito di via Bellerio di irresponsabilità.

Un cambio degli accordi in corsa – come ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga (leggi l’articolo) – che non è piaciuto affatto alla Lega. “Sono convinto che alle prossime settimane  – ha detto lo stesso Fedriga – ci potrebbe essere una revisione di questo decreto. Ci auguriamo che i contagi siano in miglioramento.Già oggi i numeri vanno in questa direzione”. Il governatore friulano ha poi suggerito “regole ferree per riaprire e che vengano rispettate, piuttosto di norme che vengono eluse” perché “dopo più di un anno di restrizioni e divieti, la gente è stanca”.

Cosa prevede il decreto riaperture.

Da lunedì prossimo, secondo quanto prevede il nuovo decreto (qui le slides), in zona gialla ristoranti aperti anche a cena, purché all’aperto e riaprono al pubblico anche cinema, teatri, sale concerto, live club. È necessario che ci siano posti a sedere preassegnati e una distanza di un metro l’uno dall’altro. La capienza massima consentita è del 50% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto. Dal 1° giugno in zona gialla sono aperte al pubblico anche le manifestazioni e gli eventi sportivi di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Coni e del Comitato paralimpico.

La capienza consentita è del 25% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 1000 spettatori per gli impianti all’aperto e 500 per quelli al chiuso. Per eventi di particolare rilevanza e tenuto conto delle caratteristiche dei siti è possibile autorizzare la presenza di un numero maggiore di spettatori. Dal 26 aprile in zona gialla è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva mentre dal 15 maggio riaprono le piscine all’aperto, dal 1° giugno riaprono le palestre. Dal 15 giugno in zona gialla riaprono le fiere e dal 1° luglio via libera a convegni e congressi, nella stessa data in zona gialla sono consentite le attività nei centri termali e possono riaprire i parchi tematici e di divertimento.

SPOSTAMENTI. Dal 26 aprile chi è munito di “certificazioni verdi” comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Covid o la guarigione dall’infezione (con validità di sei mesi) o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo (valido per 48 ore) potrà spostarsi da una regione all’altra anche se rosse o arancioni. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Ue sono riconosciute come equivalenti. Dal 26 aprile e fino al 15 giugno, in zona gialla e arancione è possibile andare a trovare amici o parenti in una abitazione privata in quattro persone.

SCUOLA E UNIVERSITÀ. Dal 26 aprile e fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori. La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%. Nelle Università dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza.

 

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