Basta delocalizzazioni selvagge. I lavoratori Gkn presentano la legge. Depositato alla Camera il testo con il giro di vite. Licenziamenti illegittimi se l’impresa viola le regole

delocalizzazioni Gkn
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Dalle parole ai fatti. Approda in Parlamento la proposta di legge (pdl) dei lavoratori Gkn contro le delocalizzazioni selvagge. Con l’obiettivo dichiarato di assicurare la continuità occupazionale e sanzionare i comportamenti illeciti delle imprese. Il testo, a prima firma dei deputati Yana Ehm del Gruppo Misto e Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ed altri 24 colleghi, è stato depositato ieri alla Camera ed è stato messo a punto dai giuristi dell’associazione Comma22.

La pdl mira in sostanza a superare le lacune del decreto del Governo – del quale però si sono perse le tracce – al quale stava lavorando la viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde. Ma non è tutto. L’iniziativa, infatti, si è tradotta anche in una petizione online sul sito Change.org.

RIFORMA DAL BASSO. Ma cosa prevede, più nel dettaglio, la proposta di legge? Come riportato sulla pagina web per la raccolta delle firme, il provvedimento – se approvato – renderebbe più difficile chiudere uno stabilimento in Italia per tutte le aziende oltre i cento dipendenti. Il testo prevede inoltre l’obbligo per le imprese di comunicare preventivamente al governo il progetto di dismissione e di presentare al ministero per lo Sviluppo economico un piano per la salvaguardia dei lavoratori, che dovrà essere approvato anche con il consenso dei sindacati.

Il veicolo pubblico Cassa Depositi e Prestiti avrebbe la possibilità di subentrare nella proprietà con l’obbligo di verificare l’affidabilità di eventuali acquirenti esterno che dovessero manifestare l’intenzione di rilevare l’impresa. E non finisce qui. La legge consentirebbe, infatti, anche ai lavoratori di associarsi in una cooperativa con diritto di prelazione, insieme allo Stato, nell’acquisto dell’azienda.

Insomma, un iter molto articolato, ma al quale qualunque multinazionale dovrà attenersi meticolosamente, a pena di illegittimità dei tagli al personale e l’applicazione di sanzioni. “Una mossa concreta per combattere efficacemente il fenomeno e al contempo garantire la salvaguarda dei diritti dei lavoratori”, concludono i due primi firmatari.