Desecretazioni, parla Marilotti (M5S): “A disposizione del Paese un patrimonio finora inaccessibile. Nessun calcolo politico dietro l’esclusione degli atti della Commissione Mitrokhin”

dalla Redazione
L'intervista

Senatore Gianni Marilotti (M5S), è lei il colpevole? Il Consiglio di presidenza ha desecretato gli atti sulle stragi, ma sulla commissione Mitrokhin è tutto blindato. È lei che ha imposto lo stop al 2001?
“Imposto! Che parola grossa! Mi sono permesso di suggerire una data per motivi funzionali al lavoro degli archivisti. Nel 2001 si chiudevano i lunghi lavori delle Commissioni stragi. Un corpus di 31 filoni d’inchiesta e 900 mila pagine. Ci sembrava abbastanza per il lavoro di tre archivisti che dovranno leggere, digitalizzare e renderle fruibili. Per questo la Commissione da me presieduta ha proposto quella data. Questo percorso iniziato oggi dovrà proseguire con la desecretazione degli Atti delle successive Commissioni d’inchiesta”.

Cosa c’è di così esplosivo, nelle carte su Ustica e Bologna, da giustificare un segreto lungo 40 anni?
“Noi intanto mettiamo a disposizione degli studiosi, dei giornalisti e dei cittadini un patrimonio fino ad oggi coperto da un anacronistico segreto. Sarà compito di chi studierà le carte fare luce su eventuali verità negate”.

Fi e Fdi gridano alla censura per la mancata desecretazione sulla Mitrokhin: ci sarebbe una “pista palestinese” per la strage di Bologna su cui la sinistra tace. Quanto c’è di credibile in quella pista?
“Escludo in maniera categorica che vi siano stati calcoli politici e in Commissione questo problema non è stato sollevato. E’ un diritto avere accesso agli Atti di tutte le Commissioni d’inchiesta, compresa la Commissione Mitrokhin, ma è solo questione di tempo. Quanto alle conclusioni da lei presentate, ribadisco che i giudizi spettano agli storici. Anche per il rispetto che dobbiamo alle vittime”.

Dov’era lei il giorno della strage di Ustica? E di Bologna?
“Ero nella mia città, Cagliari, impegnato come lo sono stato fin da ragazzo nelle battaglie per la pace, la democrazia e i diritti dei più deboli. Quelle stragi mi colpirono molto, ma mi indussero a proseguire con maggior slancio nell’impegno civile”.