Orrore a Detroit, in Michigan, dove un uomo ha lanciato a folle velocità il suo pick-up per poi schiantarsi contro una sinagoga, causando uno spaventoso incendio. L’uomo è morto, fortunatamente senza provocare altre vittime, grazie al pronto intervento delle guardie di sicurezza – schierate a difesa degli obiettivi sensibili – che hanno immediatamente aperto il fuoco contro di lui dopo che aveva sfondato le porte della sinagoga di Temple Israel a West Bloomfield.
Sul caso indagano le autorità statunitensi nella speranza di chiarire il movente che avrebbe spinto Ayman Ghazaleh, questo il nome del presunto attentatore, a compiere il terribile gesto. Stando ai primi risultati delle indagini della polizia americana, la macchina guidata dall’uomo risulta “registrata in Libano” e dagli accertamenti sulla sua storia personale sarebbe emerso che la sua intera famiglia è rimasta uccisa durante uno degli attacchi israeliani nella città libanese di Mashqhara. Tutte ragioni per le quali la pista investigativa predominante è quella di un attacco terroristico in piena regola.
Orrore a Detroit, le dichiarazioni di Trump e Netanyahu
Subito dopo l’attentato, il presidente Donald Trump ha preso la parola per affermare “esprimere il mio e nostro affetto alla comunità ebraica del Michigan e a tutte le persone di Detroit e dintorni, in seguito all’attacco alla sinagoga ebraica avvenuto stamattina. Sono stato informato, pienamente informato, ed è una cosa terribile, ma purtroppo continua. Andremo fino in fondo alla questione”.
Duro il commento del primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, che ha colto la palla al balzo per affermare che “l’antisemitismo non conosce limiti né confini. Israele viene attaccato perché è lo Stato ebraico. Il Temple of Israel a Detroit è stato attaccato oggi perché è un luogo di culto ebraico”. Il leader di Tel Aviv ha anche voluto rendere “omaggio al coraggioso personale di sicurezza della sinagoga” per l’intervento “tempestivo” che ha permesso di “salvare numerose vite”, per poi concludere affermando che “non ci inchiniamo agli attacchi antisemiti in Israele e sono grato al Presidente Trump per la sua ferma posizione contro gli attacchi antisemiti in America”.