Di Battista, la variabile impazzita della galassia M5S. Il pasionario in rotta con i big e contrario alle alleanze resta isolato

di Giuseppe Vatinno
Politica

Alessandro Di Battista è una variabile impazzita dentro la Matrix del Movimento. È un programma deviante, un agente Smith del Sistema sotto mentite spoglie? Oppure può essere ancora una risorsa? Questa non è una domanda retorica, ma un punto essenziale per capire il futuro del Movimento. L’ex deputato, il giorno dopo il risultato del doppio voto, non ha trovato di meglio che piazzare uno sconcertante uno – due che ha lasciato allibiti tutti. Infatti ha detto che si trattava della peggiore sconfitta del Movimento, riferendosi ovviamente alle regionali. Ma ha taciuto il grande, storico successo sul referendum.

Una mossa stonata che può rivelare solo o incapacità critica o, peggio ancora, mala fede. In ogni caso una pessima esibizione in un contesto assai delicato. Come poi non si è capito l’appoggio alla candidata pugliese Antonella Laricchia nel comizio di chiusura. In quella occasione, Di Battista invece di parlare dei problemi locali, cioè della Puglia, si è lanciato in una intemerata sui Massimi Sistemi e cioè ha fatto un comizio per sé stesso non per la candidata che poi, come si sapeva, ha perso. Ma a parte queste che sono solo le ultime di tante esternazioni, occorre capire cosa vuole fare da grande Di Battista, il gemello dioscuro di Luigi Di Maio.

Ma mentre il ministro degli Esteri si è “istituzionalizzato”, e cioè ha lasciato i temi barricadieri buoni per l’opposizione e si è proficuamente concertato con ottimi risultati nel suo ruolo istituzionale, l’altro è rimasto al tempo dei “Vaffa Day”, non capendo o non volendo capire che, come cantava Bob Dylan, “I tempi sono cambiati”. Ora i Cinque Stelle hanno superato la fase puramente volontaristica e di protesta pura, ora stanno cambiando l’Italia e Di Battista, che era una grande risorsa dell’epoca preistorica pionieristica del Movimento ora è divenuto per esso il più grande problema.

Abbiamo parlato tempo fa di un probabile asse Casaleggio jr-Di Battista, un asse sovranista che rappresenta la componente di destra del Movimento. Ma è intervenuto da poco un fatto nuovo. Grillo stesso ha dichiarato qualche giorno fa che Rousseau è fondamentale per il Movimento. Lo ha fatto per stabilizzare il Movimento stesso neutralizzando la carica polemica di Di Battista che, in questo momento, è rimasto solo a combattere la sua battaglia di nicchia. Dunque ci pensi Dibba che forse è ancora in tempo per dare un contributo ai Cinque Stelle. Basta volerlo e le evangeliche porte si apriranno al buon figliol prodigo.