Di Maio “vuole la desertificazione industriale”. Ecco chi è il presidente di Confindustria Vicenza Vescovi, ex cda di Banca Nuova, che attacca i 5 Stelle

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Un attacco diretto a Luigi Di Maio, quello del presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi: “Il Ministro dello Sviluppo Economico vuole la desertificazione industriale dell’Italia? Ebbene, ci sta riuscendo benissimo. Allora abbia il coraggio di dirlo in faccia agli imprenditori del Nordest qui a Vicenza e non solo negli studi televisivi della TV di Stato”. Secondo Vescovi, Di Maio si è rivelato “una minaccia per il lavoro di centinaia di migliaia di persone”, ecco perché lo invita pubblicamente “a dirci cosa ha intenzione di fare della politica industriale del secondo Paese manifatturiero d’Europa così noi imprenditori italiani, senza contare i numerosi stranieri che credono nelle nostre capacità e nel nostro eccezionale ‘saper fare’ e investono i miliardi qui, capiamo se possiamo puntare sul nostro amato Paese o meno”. Vescovi ha poi virato sull’ex Ilva di Taranto e su Atlantia, temi di stringente attualità in queste ore: “Un grande gruppo straniero viene ad investire e risanare Taranto e si cambiano le carte in tavola da un giorno all’altro; un grande gruppo italiano quotato ha una procedura in corso e il vicepremier ne preannuncia l’esito, chissà poi da quale pulpito, definendo inoltre inopinatamente decotta l’azienda, peraltro a Borse aperte”.

Vescovi, d’altronde, è da sempre interno al mondo confindustriale: è stato eletto nell’aprile del 2016 presidente di Confindustria Vicenza a larga maggioranza. In precedenza ne era stato tesoriere e delegato alla finanza. Non solo: dal 1997 al 1999 presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, dal 2009 è stato vicepresidente del Gruppo editoriale Athesis e del Gruppo Videomedia. Ma c’è di più: dal 2011 (e fino alla nomina a presidente di Confindustria) è stato membro del Cda di Banca Nuova, controllata fino al 2017 al 100% dalla Banca Popolare di Vicenza, a sua volta come si sa coinvolta nella vicenda dei risparmiatori truffati, con la figura di Gianni Zonin, presidente della Banca dal 1996 al 2015, oggi imputato principale del processo sul crac della banca che ha messo in ginocchio i risparmiatori e  il sistema produttivo del Veneto.

Secondo molti la scelta di Vescovi alla guida di Confindustria in sostituzione di Giuseppe Zigliotti, anche lui finito nello scandalo della BpVi, sarebbe in perfetta continuità. D’altronde, come detto, è stato membro del cda di una diretta controllata. Ma non è finita qui. Perché Banca Nuova sarebbe stata legata pure al sistema creato da Antonello Montante, ex presidente Confindustria Sicilia. Come denunciato solo poche settimane fa da Report, infatti, ci sarebbe un filo rosso che collegava lo scenario nel quale si sarebbe mosso Antonello Montante alle vicende di Banca Nuova, fino a delineare una serie di collegamenti di altissimo livello con il gotha della politica e dei servizi segreti. Banca Nuova, secondo quanto rivelato da un ex manager di Banca Nuova intervistato sotto copertura da Paolo Mondani, fu ‘pensata’ e creata dai servizi segreti di Nicolò Pollari, capo del Sismi dal 2001 al 2006, e sarebbe stata una centrale informativa del ‘lavoro’ di Antonello Montante. Il testimone, intervistato da Report, ricorda che a Roma, a via Nazionale 230, agli inizi degli anni 2000 “c’era l’ufficio dove Pollari aveva piazzato Pio Pompa a costruire dossier e nello stesso palazzo c’era la direzione di Banca Nuova” e collega Montante alla rete di Pollari-Pompa: “Montante fu un investimento per i Servizi”.