Caldo estremo, 17 centesimi contro 40 gradi e 12 miliardi di danni: l’emergenza di cui il governo preferisce non parlare

Ventisette città in rosso, 387 morti in più fra gli over 65 a giugno, 12 miliardi l'anno di danni: e il governo proroga il gasolio

Caldo estremo, 17 centesimi contro 40 gradi e 12 miliardi di danni: l’emergenza di cui il governo preferisce non parlare

La settimana scorsa il Ministero della Salute ha messo il bollino rosso su tutte e 27 le città che sorveglia, dal Nord al Sud, e non era mai accaduto da quando il sistema esiste. Martedì erano 19, il giorno dopo 20, e a Firenze l’allerta massima ha superato gli otto giorni consecutivi. Il mare attorno alla penisola ha toccato i 30 gradi in superficie, le notti non scendono sotto i 25. La quarta ondata di calore dell’estate tiene fino a Ferragosto.

Di quelli che ridevano sul maggio piovoso, in questi giorni, si sente poco. Nell’estate del 2023, dal palco di Cervia, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini chiudeva la questione con «d’estate fa caldo, d’inverno fa freddo». La battuta oggi non conviene più a nessuno, e al suo posto è arrivato il silenzio. Solo che il silenzio, nel frattempo, è diventato una politica pubblica.

Caldo estremo, il conto che è già arrivato

I numeri sanitari sono nel rapporto del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera, che copre 54 città. Fra il 25 maggio e il 30 giugno i decessi degli over 65 sono stati 387 in più dell’atteso, il 3%. Ottantuno al Nord, dove lo scarto resta dentro il margine statistico, e 306 al Centro-Sud, dove invece è pieno. Nella sola ondata di giugno la mortalità dei grandi anziani è cresciuta del 35% a Torino e del 40% a Perugia. E parliamo del primo mese. Poi sono arrivate altre tre ondate.

Poi c’è il conto economico, e non è una postilla. Confesercenti stima che il caldo estremo costi all’Italia fino a 12 miliardil ‘anno, lo 0,4% del prodotto interno lordo. Dentro quella cifra ci sono tra 2 e 3 miliardi di sola energia e tra 1,5 e 3 miliardi di produttività persa, più gli investimenti obbligati in impianti e schermature, tra 2 e 4 miliardi. Nelle ore centrali le strade si svuotano, e il colpo lo prendono i mercati e i negozi di vicinato. Cia-Agricoltori Italiani calcola oltre 1,5 miliardi di danni ai campi nel 2026. Uno studio del Politecnico di Milano ricorda poi che la siccità del 2015-2018 è già costata al Paese 1,45 punti di prodotto pro capite. Il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, che lo firma insieme all’ateneo, quantifica quella perdita in 24,3 miliardi e 330mila posti di lavoro. Con due gradi in più, scrivono, il danno quasi triplica.

Intanto la rete elettrica lavora al limite: il 15 luglio Terna ha registrato una punta di 57.985 megawatt, il 4,6% sopra il massimo del 2025. Chi il condizionatore non se lo può pagare resta dov’è, e la bolletta la paga lo stesso: nella settimana dal 13 al 19 luglio il prezzo medio all’ingrosso dell’elettricità è salito a 161,23 euro al megawattora. Sul territorio, intanto, brucia: al 22 luglio il sistema europeo Effis contava 36.600 ettari andati in fumo dall’inizio dell’anno, circa l’80% sopra la media degli ultimi vent’anni.

Quindici milioni e uno sconto sul gasolio

Il governo, in tutto questo, si muove eccome, solo che si muove altrove. Il Consiglio dei ministri del 4 agosto ha varato un decreto per prorogare fino al 24 agosto lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio. Soldi pubblici che rendono più conveniente bruciare. Diciassette centesimi contro quaranta gradi. Sul fronte europeo la battaglia dichiarata dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin è la correzione del sistema ETS, quello che fa pagare chi emette, con l’argomento che pesa sull’Italia per oltre 7 miliardi.

Per proteggere chi lavora sotto il sole, invece, ci sono 15,2 milioni fino a dicembre, con l’ordine scritto all’Inps di respingere le domande che sfondano il tetto. E il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, approvato nel dicembre 2023, ha visto insediarsi il proprio Osservatorio il 24 febbraio 2026, settecentoventisei giorni dopo un termine che ne prevedeva novanta.

Il problema, ormai, è di conti e di corpi. Il caldo estremo è l’unica emergenza nazionale che questo governo affronta commentando il meteo, e quest’anno il meteo dura da maggio.