Dieselgate, l’ad di Volkswagen getta la spugna. Martin Winterkorn si dimette. All’estero chi sbaglia va a casa

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Chi sbaglia paga. Almeno all’estero funziona così. E senza aspettare i tempi della giustizia. Perché l’ad di Volkswagen, Martin Winterkorn, si è dimesso dal suo incarico dopo lo scandalo sulle emissioni diesel truccate che sta travolgendo la casa automobilistica tedesca. Comunque vadano a finire le indagini lui, intanto, si è tirato fuori pur prendendo le distanze da quanto accaduto. Nel rassegnare le sue dimissioni Winterkorn ha dichiarato di non essere a conoscenza di comportamenti illeciti. “In qualità di ceo mi assumo tutte le responsabilità per le irregolarità che sono state trovate nei motori diesel”, scrive Winterkorn in una nota, “sono scioccato dagli eventi degli ultimi giorni. Ora Volkswagen ha bisogno di un nuovo inizio, anche in termini di personale”.

INDAGINI IN TUTTA EUROPA
Scoppiata la patata bollente ora la Commissione europea ha invitato tutti gli Stati membri a svolgere le indagini necessarie e riferire” i risultati raccolti all’esecutivo comunitario che “discuterà con loro come coordinarle al meglio e agevolerà lo scambio di informazioni”. L’Europa vuole vederci chiaro e ora l’obiettivo è quello di verificare che tutte le aziende rispettino le regole previste. Anche in Italia verranno avviate le verifiche di rito come annunciato dai ministri dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e dei Trasporti, Graziano Delrio.

FIDUCIA ALTALENANTE
Se è vero che nel giorno delle dimissioni dell’ad, Volkswagen ha chiuso in rialzo di oltre il 5% le quotazioni alla Borsa di Francoforte, è anche vero che il colpo dell’indagine a livello mediatico rischia di pesare ancora a lungo sulla fiducia dei clienti e degli investitori. Le azioni privilegio hanno guadagnato il 5,19% a 11,5 euro, mentre le ordinarie il 6,92% a 118,9 euro. Il Gruppo di Wolfsburg ha recuperato 3,34 miliardi di euro di capitalizzazione di Borsa in una sola seduta.

LE SANZIONI
La casa automobilistica tedesca rischia una maxi multa da 18 miliardi di dollari. Mentre in Borsa ha già bruciato 24 miliardi di euro in due giorni. La Germania è preoccupata ancora di più per i danni che verranno. Preoccupata anche la cancelliera Angela Merkel che ha cheisto la massima trasparenza; il ministero dei Trasporti ha istituito una commissione di inchiesta che sarà nella sede legale di Vw già in settimana. Giovedì il caso arriverà al Bundestag.