Dietro la caduta di Conte potrebbe esserci un accordo tra Renzi e Berlusconi. Del quale Salvini potrebbe essere stato solo spettatore

MATTEO RENZI
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Il Corriere della sera attribuisce le seguenti frasi a Conte: “Era tutto già scritto. Renzi aveva già un accordo col Centrodestra. Salvini e Berlusconi gli hanno garantito che ci staranno, altri non potranno che accodarsi”. Conte ha ragione nella sostanza, ma – a mio parere – numerosi indizi riportano a un complotto diverso, tra Law-renzi d’Arabia e Berlusconi – il gatto e la volpe – del quale Salvini potrebbe essere stato solo spettatore. Il gatto e la volpe pensano infatti di poter trarre entrambi vantaggi da un governo “istituzionale”.

Renzi perché spera di togliere il pallino a Zingaretti e “ridurre il Pd al 6% come ha fatto Macron con i socialisti in Francia” (parole attribuite a Renzi). Ovviamente, nella sua megalomania, pensa che i voti perduti dal Pd andranno a lui. Ma non credo che questo accadrà. Per Berlusconi il vantaggio starebbe invece nello sganciarsi da Lega e FdI: infatti Forza Italia voterà senza dubbio la fiducia, insieme a Italia Viva e Pd, e quindi sarà di fatto dalla parte che sostiene il governo “europeista”.

Più scomoda la posizione della Lega: deve decidere se appoggiare Draghi dopo avergli tuonato contro per anni, insieme alla Bce. Probabilmente si asterrà all’inizio per poi votare a favore o contro le singole proposte di legge. Questa mancanza di una posizione decisa, però, depotenzierà le ambizioni elettorali di Salvini e segna l’avvio di una frattura del Centrodestra in tre tronconi: FI per Draghi, FdI contro, la Lega a metà strada. Ma dando per scontato che FdI voterà contro l’Esecutivo Draghi e altrettanto farà il M5S o almeno una gran parte dei pentastellati (vedremo quanti), il problema sarà che “supermario” a quel punto non disporrà di una maggioranza senza la Lega, che a tal punto sarà decisiva sia alla Camera che al Senato.

Forse il gatto e la volpe – Renzi e Berlusconi – confidano nella loro capacità di convincere Salvini, sul quale preme anche Giorgetti e parte del Carroccio. Ma non è detto che il “Capitano” non decida per una soluzione diversa: no al governo Draghi e quindi sì allo scioglimento delle Camere e ad elezioni anticipate. Qualche volta il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.