Dietro la smargiassata di Salvini al citofono c’è un maresciallo dei Carabinieri già nei guai per stalking e depistaggio. L’Arma avvia un’inchiesta interna

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I carabinieri di Bologna hanno avviato un’indagine interna per accertare il possibile ruolo avuto da un sottufficiale dell’Arma nella vicenda della passeggiata di Matteo Salvini al Pilastro, quando il leader della Lega è andato a suonare a un citofono chiedendo se in quella casa abitasse uno spacciatore. Secondo alcune ricostruzioni, la donna che ha accompagnato il leader del Carroccio al Pilastro avrebbe riferito di essere stata messa in contatto con lo staff dell’ex vicepremier grazie alla telefonata di un maresciallo dei carabinieri che conosce. Secondo i quotidiani locali si tratterebbe di un militare, già indagato per stalking e depistaggio ai danni di un avvocato e sospeso dal servizio con una decisione del Riesame non ancora esecutiva. Sulla questione il deputato del Pd, Andrea De Maria, ha presentato un’interrogazione al ministero dell’Interno, Luciana Lamorgese, per chiedere se “le autorità competenti hanno richiesto a chi era presente, a tutela della sicurezza, informazioni” e “quali siano, nel caso, i riscontri ricevuti”.