La Difesa vuole produrre vaccini. Nella bozza del prossimo dl Sostegni ci sono 16,5 milioni per l’infialamento di medicinali nello stabilimento farmaceutico militare di Firenze

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La Difesa vuole produrre vaccini. Nel bozza del dl Sostegni ci sono 16,5 milioni da destinare alla costituzione di un reparto dedicato all’infialamento dei farmaci nello stabilimento militare di Firenze. Una mossa che consentirebbe di rendere l’Italia parzialmente autosufficiente nell’approvvigionamento di dosi.

Per farlo una dote di 16,5 milioni è prevista nella bozza del decreto Sostegni bis che dovrebbe essere varato in settimana dal Consiglio dei ministri. Per la produzione nazionale pubblica dei vaccini anti-Covid viene istituito un apposito fondo al Ministero della difesa, si legge nella bozza, “per la realizzazione di un reparto di infialamento dei farmaci, da costituirsi all’interno dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze per le esigenze della Sanità Militare e della Sanità Pubblica”.

“Al fine di conseguire l’autonomia produttiva di anticorpi monoclonali per il contrasto al coronavirus – si legge nella bozza del Dl Sostegni bis -, di selezionati vaccini e di specifici antidoti per il bioterrorismo, è autorizzata la spesa di 16.500.000 euro per la realizzazione di un reparto di infialamento dei farmaci, da costituirsi all’interno dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per le esigenze della sanità militare e della sanità pubblica”.

Nello stesso articolo è prevista l’autorizzazione di spesa per 63.248.665 euro, “al fine di sostenere lo sviluppo della sanità militare, anche attraverso la sua piena integrazione nella rete di telemedicina nazionale, nonché di potenziarne la capacità di intervento sul territorio a sostegno del sistema sanitario nazionale”.

Il reparto di infialamento viene creato perché – si legge nella relazione illustrativa – “costituirebbe un indubbio vantaggio strategico per la Nazione, a beneficio sia del servizio sanitario pubblico che del sistema Difesa, disporre di un struttura, in seno allarticolazione dello Stato, dotata di autonoma capacità produttiva nello specifico settore vaccinale e antidotico”.

Figliuolo valuta utilizzo Astrazeneca su under 60.

“I vaccini vanno impiegati tutti. Astrazeneca è consigliato per determinate classi ma l’Ema dice che va bene per tutti, come dimostra la Gran Bretagna con 21 milioni di somministrazioni. E’ chiaro che ci sono degli effetti collaterali ma sono infinitesimali”. È quanto ha detto il Commissario all’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, nel corso dell’inaugurazione del centro vaccinale all’interno del polo natatorio di Ostia a proposito della campagna vaccinale (qui il report sull’andamento).

“Per questo – ha aggiunto il generale parlando ancora di vaccini – dobbiamo usare tutte le dosi altrimenti il programma non raggiungerà gli effetti desiderati nei tempi voluti. E’ probabile che in quella che si chiama rolling review, ovvero la revisione dovuta all’esperienza accumulata durante le vaccinazioni, si possa raccomandare anche per gli under 60. Si sta pensando a questo, ho avuto interlocuzioni con Aifa, Cts, e Istituto Superiore di Sanità”.

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