Non si può più rinviare. Ora anche l’Italia deve produrre vaccini. Per il 5S Romano ci sono delle priorità. Gli ultraottantenni devono essere in cima alle liste in ogni Regione

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È arrivato il momento per l’Italia di produrre vaccini, non si può più attendere. È chiaro sul punto il senatore del Movimento cinque stelle Iunio Valerio Romano: “Alla Camera è già stata votata la mozione di Angela Ianaro. L’ho ripresentata anche io in Senato. Iniziare a produrre i vaccini in Italia è assolutamente necessario e urgente. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto che nei prossimi mesi verranno prodotti in Italia su licenza vaccini di case farmaceutiche straniere e va bene, ma bisogna fare molto di più”, spiega il pentastellato.

Anche perché il caos Astrazeneca ha aperto tanti dubbi soprattutto sui controlli…
Intanto il Consiglio europeo ha stabilito norme più rigide per quanto riguarda l’export. Dopodiché è chiaro che l’Europa non può essere in balìa di quattro case farmaceutiche. Anche perché c’è chi rispetta i patti e chi invece addirittura sembrerebbe aver fatto un gioco scorretto vendendo le stesse partite a più clienti. Come ha ribadito anche il presidente Draghi, per uscire da questa situazione la soluzione è puntare su una maggiore produzione di vaccini. Ed è con questo obiettivo che noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo chiesto la sospensione temporanea dei brevetti.

La campagna vaccini non sta proseguendo quantomeno in modo unitario. Ci sono regioni in cui gli ultra ottantenni sono indietro con le vaccinazioni. Ed è cominciato il solito gioco di rimpallo di colpe…
Non è questione di rimpallo di colpe. Dall’inizio di questa emergenza ci sono state Regioni che hanno reagito meglio e altre peggio. Così come oggi ci sono delle Regioni che hanno portato avanti una buona campagna vaccinale, altre no.

Quali, ad esempio?
Abbiamo visto il caos prenotazioni in Lombardia, in Umbria hanno vaccinato gli avvocati. Ci sono delle priorità che vanno seguite e gli anziani sono in cima. Per il resto, laddove non arrivano, le Regioni possono, anzi dovrebbero, chiedere supporto allo Stato.

In che modo?
C’è per esempio il sistema di prenotazione di Poste: perché non usare quello anziché mandare anziani a 100 km da casa o trovarsi 60 persone quando se ne aspettavano più di 500 perché non sono partiti i messaggi? Purtroppo paghiamo la riforma del Titolo V della Costituzione, che non garantisce a tutti i cittadini gli stessi servizi sanitari. In Senato c’è un disegno di legge di Paola Taverna proprio per superarlo e mi auguro che appena sarà possibile si apra questo dibattito.

Crede dunque che sia arrivato il momento per l’Italia di produrre vaccini?
Assolutamente sì. Alla Camera è già stata votata la mozione di Angela Ianaro. L’ho ripresentata anche io in Senato. Iniziare a produrre i vaccini in Italia è assolutamente necessario e urgente. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto che nei prossimi mesi verranno prodotti in Italia su licenza vaccini di case farmaceutiche straniere e va bene, ma bisogna fare molto di più. Peraltro, proprio in quest’ottica, nel parere che la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha reso sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, i colleghi del MoVimento 5 Stelle hanno evidenziato la necessità di aumentare i fondi per la produzione di vaccini sottolineando che l’Italia deve essere autonoma in produzione anche di vaccini a mRNA.

Perché la questione dei brevetti è così fondamentale?
Perché la sospensione temporanea dei brevetti consentirebbe di produrre su vasta scala centrando due obiettivi.

Quali?
Da un lato, velocizzare la campagna vaccinale e, dall’altro, far fronte anche alle necessità dei Paesi poveri. Non dobbiamo dimenticarci che usciremo da questa pandemia solo quando avremo una vera copertura vaccinale globale.

C’è stata a riguardo interlocuzione con gli altri partiti? Qual è la loro posizione?
La mozione di Angela Ianaro alla Camera dei Deputati è stata approvata dalla Camera quindi è chiaro che si tratta di una battaglia condivisa.