Diritto allo studio, l’allarme della rettrice della Statale sulla residenza del Villaggio Olimpico: “Solo 135 posti-letto a prezzo calmierato su 1700 e solo per tre anni”

Una residenza per pochi e a tempo. La rettrice Brambilla squarcia il velo sulla maxi-residenza del Villaggio Olimpico by Catella

Diritto allo studio, l’allarme della rettrice della Statale sulla residenza del Villaggio Olimpico: “Solo 135 posti-letto a prezzo calmierato su 1700 e solo per tre anni”

Era stato dipinto come il grande lascito “sociale” delle Olimpiadi alla città di Milano. Il fulgido esempio di partenariato pubblico-privato. Lo studentato con migliaia di posti che avrebbe calmierato i prezzi dei letti per gli studenti di tutta italia. Ma ieri a svelare la realtà sul Villaggio Olimpico di Porta Romana, che da settembre entrerà in funzione come studentato universitario, ci ha pensato la rettrice dell’Università Statale, Marina Brambilla, per la quale i posti destinati agli studenti per il diritto allo studio – cioè a prezzi calmierati – saranno solo 135 (sui 1700 della struttura)!

Solo 135 posti-letto a prezzi calmierati ma garantiti soltanto per tre anni

Inoltre anche qui 135 letti restano a tariffa calmierata “solo per i primi tre anni”. “Noi ci siamo focalizzati su questi 135 posti per il diritto allo studio”, ha spiegato Brambilla, ricordando che nella delibera del Cda dell’ateneo la tariffa è fissata a circa 255 euro al mese. Il problema, ha aggiunto, arriva dopo il primo triennio: “Dal quarto al 12° anno noi avremmo 995 euro la singola e 740 la doppia”.

Cifre che per la rettrice non possono essere caricate sugli studenti né assorbite dalla Statale: “Sicuramente non vorremo che lo studente paghi questa cifra e nemmeno la pagheremo noi come ateneo. Se questa cosa non viene modificata, dovremo allocarli noi nelle altre nostre residenze”.

Le promesse di Coima (e del Comune)

Brambilla ha poi ricordato il comunicato del costruttore Coima del 2 aprile scorso, che indicava per il Villaggio 1.700 posti letto, con il 65% già assegnato: 135 posti DSU (diritto studio universitario, ndr) in convenzionamento con università pubbliche; 730 all’Università Bocconi e 245 tramite registrazioni dirette. Ma il punto politico resta la tenuta sociale dell’operazione: su 1700 posti totali, solo 450 sono a tariffa agevolata, e di questi, solo 135 sono destinati al diritto allo studio a circa 250 euro al mese.