Disastro Europa. Pure la Germania si lamenta dei paletti Ue. E il capogruppo del Ppe Manfred Weber attacca Renzi: “utilizza Bruxelles come capro espiatorio”

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E ora pure la Germania si scaglia contro l’Unione europea. “Credo che le raccomandazioni della Commissione Europea siano rivolte al paese sbagliato”. A dichiararlo, intervenendo al Bundestag riunito per discutere del Bilancio, è stato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, ricordando che gli investimenti in Germania sono cresciuti del 3,9 per cento l’anno tra il 2005 ed il 2015, paragonato ad una crescita dello 0,7% della zona euro.

Schaeuble ha poi esortato tutti i partiti politici ad essere quanto più onesti e realistici possibile quanto alle possibilità di bilancio del paese durante la prossima campagna elettorale: “Meglio lo gestiamo, meno spazio lasciamo a quanti intendono indebolire la democrazia con propositi demagogici e populisti”, ha affermato Scaheuble. “L’onestà realistica è la migliore precondizione per difendere libertà stato di diritto e democrazia in futuro”.

Ora è più che mai evidente che la posizione della Germania acuisce lo scontro tra i principali gruppi politici del parlamento europeo sulla proposta della Commissione europea di una svolta nell’orientamento della politica di bilancio a livello dell’intera Eurozona. Sul tema si è espresso il capogruppo del Ppe Manfred Weber rispondendo, durante una conferenza stampa, a una domanda sull’operato del premier spagnolo. “Mariano Rajoy non ha mai accusato Bruxelles per i passi necessari che ha dovuto fare” in Spagna mentre “vediamo per esempio in Italia che Matteo Renzi utilizza Bruxelles come un capro espiatorio”.

Ma non è finita. Sullo sfondo, si profila un altro terreno di scontro. Venerdì sera a Berlino si incontreranno per una cena riservata invitati da Schaeuble, Pier Carlo Padoan (Italia), Michel Sapin (Francia), Luis de Guindos (Spagna) e Jeroen Dijsselbloem (Eurogruppo) per parlare di Grecia e alleggerimento del debito sovrano. Oltre a parlare proprio della svolta sulla politica fiscale impressa dalla Commissione, si parlerà del discusso taglio all’indebitamento (almeno nei termini di un allungamento delle scadenze) di Atene, da tempo richiesto dal Fmi.