Da altamente imbarazzante, la vicenda della débâcle olimpica del direttore di RaiSport, Paolo Petrecca, si sta rapidamente trasformando in grottesca. L’onda lunga delle gaffes inanellate durante il commento della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano-Cortina ha infatti travalicato i confini nazionali e si è abbattuta nelle pagine dei principali quotidiani del globo terracqueo (per usare un termine caro ad una delle fan di Petrecca, la premier Giorgia Meloni).
Non solo, oggi l’Usigrai ha proclamato lo sciopero generale delle firme – nei tg, gr, programmi di informazione e web – di tutti i giornalisti del servizio pubblico per venerdì prossimo, a sostegno di quello già in essere dei giornalisti di RaiNews.
Petrecca demolito dal New York Times
Ma andiamo con ordine: a raccontare la performance del direttore (meloniano) più sfiduciato della storia della Rai, ci ha pensato il New York Times, che ha messo una dopo l’altro gli errori di Petrecca durante la cronaca (“Ha aperto la trasmissione di tre ore e mezza chiamando San Siro, storico stadio milanese con una storia secolare, Stadio Olimpico; ha descritto Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, come la figlia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella; non ha riconosciuto due tedofori della nazionale femminile italiana di pallavolo e non è riuscito a distinguere la diva pop americana Mariah Carey da un’attrice italiana molto più giovane)”.
L’inascoltato Antinelli
Il quotidiano riporta anche parole del giornalista sportivo Rai Alessandro Antinelli (cdr RaiSport), il quale “ha raccontato che tre giorni prima delle cerimonie aveva suggerito a Petrecca di cedere il commento a un giornalista sportivo più esperto”. “Nella nostra redazione ci sono persone che hanno seguito 10, 8, 7, 5 Olimpiadi”, ha osservato Antinelli, precisando che l’attuale direttore di RaiSport, invece, “non è un giornalista sportivo”.
Ma a perdere la faccia è Meloni
Ma la vera figuraccia, a parte Petrecca, il Nyt l’ha fatta fare alla premier Meloni, quando ha spiegato come funzionano le cose alla Rai, cioè la lottizzazione a senso unico del servizio pubblico. “La maggior parte dei vertici è nominata dal governo in carica, che dal 2022 è guidato da Giorgia Meloni, primo ministro di destra. Per anni, l’influenza del governo sull’emittente ha portato a ricorrenti accuse di parzialità, sia durante le amministrazioni di sinistra che di destra”, scrive infatti il corrispondente.
Per la tedesca Bild è “Disastro televisivo”
La tedesca Bild, nell’articolo titolato: “L’Italia si vergogna del suo commentatore olimpico“, spiega invece che “questi e altri errori – come il mancato riconoscimento dei campioni mondiali e olimpici durante la staffetta della torcia – hanno suscitato massicce critiche in Italia. Gli spettatori hanno reagito con scherno e derisione, comprese le star dello sport, e il sindacato Rai Usigrai ha apertamente definito la cosa una ‘vergogna’ per l’emittente”. E conclude con “la cerimonia di apertura doveva essere un momento glorioso. Ma sulla Rai si è trasformata in un disastro televisivo”.
Petrecca infilato anche da Guardian, Washington Post, Marca e Bfmtv
In precedenza era stato l’inglese Guardian a dare conto delle proteste (ricordando la “presunta stretta fedeltà di Petrecca al governo di estrema destra di Meloni”), mentre il Washington Post avvertiva: “I giornalisti di RaiSport protestano dopo una serie di imbarazzanti errori del telecronista Paolo Petrecca durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali”. Marca ha invece sottolineato una delle frasi pronunciate dal direttore-gaffeaur, “Gli spagnoli sono sempre molto passionali”. Infine l’emittente francese Bfmtv ha titolato sull’operato di Petrecca definendola “un’esibizione” con “errori a bizzeffe e commenti sessisti”.
Intanto l’Usigrai allarga lo sciopero delle firme
Ma, probabilmente, i giornali di tutto il mondo dovranno tornare sull’argomento, visto che la guerra dichiarata dai giornalisti Rai a Petrecca – ma sarebbe meglio dire all’amministratore delegato, Giampaolo Rossi, vicino a Meloni – non accenna a placarsi. Anzi. “La vicenda della telecronaca della Cerimonia di apertura è stata un duro colpo all’immagine della Rai e alla dignità di tutte le giornaliste e i giornalisti che quotidianamente si impegnano per offrire un Servizio Pubblico degno di questo nome”, si legge una nota l’esecutivo Usigrai diramata oggi pomeriggio.
“La mobilitazione di RaiSport e le prese di posizione dei Cdr delle testate e dei generi, a difesa del nostro lavoro, non hanno indotto i vertici aziendali a una doverosa assunzione di responsabilità”, continua il sindacato, “Usigrai ritiene che la protesta dei colleghi e delle colleghe di RaiSport vada sostenuta con un gesto concreto, individuale e collettivo, di solidarietà e partecipazione. Per questo abbiamo indetto, per l’intera giornata di venerdì 13 Febbraio, uno sciopero delle firme in tutti i tg, gr, nei programmi di informazione della Rai e sul web”.
“Al termine di ogni edizione dalla durata di almeno 5 minuti verrà letto, e pubblicato sui siti, un comunicato sindacale in cui si spiegano le ragioni della protesta. Riteniamo sia utile e doveroso trasmettere ai cittadini la nostra presa di posizione a difesa dell’immagine della Rai, e di chi ci lavora”, conclude il documento.
Il ministro Lollobrigida: “Una polemica che interessa solo voi giornalisti”
Infine, sulla questione ha voluto commentare anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sostenendo che la polemica sulla telecronaca della cerimonia di apertura “non credo che sia di grandissimo interesse, è una polemica che fate voi tra giornalisti”. Sì, tra i giornalisti di tutto il globo terracqueo…