“Disegno di politica criminale”: Conte incalza il Guardasigilli

Un duello a tutto tondo tra Conte e Nordio sulla riforma sulla giustizia. Conte: la questione morale riguarda la politica non le toghe

“Disegno di politica criminale”: Conte incalza il Guardasigilli

Un duello in cui non si sono risparmiati nulla. Un confronto a tutto tondo sulla riforma costituzionale (in vista del referendum di marzo), con cui il governo intende procedere alla separazione delle carriere dei magistrati, fatto sul filo del diritto da chi la materia la conosce e padroneggia. Ma tra chi la padroneggia non sempre in buona fede e chi invece la maneggia con cura, avendo come faro l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Stiamo parlando del confronto che si è svolto ieri a Palermo tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il leader del M5S Giuseppe Conte. Ovvero tra chi su quella riforma ci ha messo la faccia e la difende, attaccando quotidianamente i magistrati, e chi invece difende l’autonomia e l’indipendenza delle toghe dal tentativo della politica di addomesticarle.

“Disegno di politica criminale”: Conte incalza il Guardasigilli

“State realizzando un disegno di politica criminale sin dall’inizio. Ricordo la legge sui ‘rave party’, andata in Gazzetta ufficiale e poi modificata dopo che avete capito gli errori. Da lì è stato tutto un crescendo: oggi abbiamo decine e decine di inasprimenti di pene, poi avete eliminato l’abuso d’ufficio e vi siete presi una stangata dall’Unione europea e avete ridimensionato il traffico di influenze illecite. E lei, ministro Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni”, affonda subito il colpo Conte.

Nordio prova a difendersi. Conte affonda: volete una giustizia addomesticata

“Contro questa riforma, non avete argomenti né giuridici né costituzionali e siete costretti, e parlo da politico, o al processo alle intenzioni o a una polemica su cose che non hanno niente a che vedere con la riforma in quanto tale. Io ho cercato di esprimermi in termini istituzionali, assecondando anche il graditissimo intervento del presidente della Repubblica, ma devo prendere atto avete risposto con polemiche sterili e con slogan astratti, quasi metafisici”, replica Nordio.

Ma Conte risponde con argomentazioni tutt’altro che metafisiche. “Non credete alle chiacchiere e alle frottole: con questa riforma avremo una componente togata maggioritaria completamente disarticolata e una componente laica attrezzatissima con un mandato politico per raggiungere obiettivi e condizionare promozioni e nomine”, attacca il leader del M5S. “Secondo voi – ha aggiunto l’ex premier – al pm che indaga sulla Santanché a Milano, con questa riforma, chi glielo fa fare di rovinarsi una carriera per indagare un ministro? E’ il mondo delle favole”. E ancora: “Il ministro ha detto che quando passerà la riforma, ci metteremo attorno a un tavolo con le opposizioni per discutere della fase attuativa. Ma allora perché l’avete blindata e non ci avete fatto discutere in Parlamento? La verità è che questo governo vuole una giustizia addomesticata”.

Il Guardasigilli contro le nomine al Csm

Prova a difendersi il ministro: “La nomina al Csm ora avviene con elezioni che si svolgono con le stesse modalità di quelle politiche. La malattia mortale è che i pm telefonano ai giudici per avere i voti e viceversa e quando si trovano davanti alla sezione disciplinare, il giudice deve giudicare il pm che l’ha votato. C’è una promiscuità tra accusatori che sono parte e giudici terzi che è mortale”, dice Nordio.

Pronta la replica di Conte: “Se l’obiettivo fosse stato la separazione delle carriere, oggi avremmo potuto farlo con una norma ordinaria. Perché non è stato fatto e modificano sette articoli della Costituzione? Perché bisogna separare, disarticolare. Lo dicevano i latini: divide et impera. Se lei oggi ha un unico Csm, quando ad esempio esprime un parere su una riforma della giustizia, è un organo autorevole che non si può bypassare, non si può trascurare. Quando invece avremo due organi, anzi tre con l’Alta Corte, ognuno esprimerà un parere e lei quindi dividendo le ha anche ridimensionate completamente”.

Conte: la questione morale riguarda la politica non le toghe

Nell’appello finale Nordio insiste: “Dobbiamo introdurre il sorteggio per eliminare o ridurre quella degenerazione correntizia che non è stata denunciata soltanto da me da trent’anni a questa parte, ma che è stata denunciata dalle massime cariche della Stato che hanno parlato addirittura di ‘modestia etica’ durante lo scandalo Palamara”. L’ultima parola a Conte: “Il ministro Nordio ha parlato di modestia etica che ha dimostrato la magistratura in qualche fase della sua vita associativa. A me preoccupa ancor di più la modestia etica della politica che vuole mettere lo stivale in faccia alla magistratura”.