Distanze incolmabili. Mai un’alleanza tra Cinque Stelle e Pd. Parla il deputato M5S, Gubitosa: “Orgogliosamente diversi dai dem”

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“Orgogliosamente diversi dal Partito democratico”. Non ha dubbi il deputato M5S, Michele Gubitosa: “Per noi non ci sarà mai nessuna alleanza con il Pd”.

Ha letto l’intervista di Franceschini al Corriere della Sera? Di fatto un’apertura di un pezzo del Pd ad una possibile alleanza con i Cinque Stelle. Che impressione le ha fatto?
“Ho letto, ma mi fermo un passo prima della dialettica che impazza nel Partito democratico, tra aperture e chiusure al Movimento. Noi siamo un’altra cosa, l’elenco delle differenze è infinito. Per noi non ci sarà mai nessuna alleanza con il Pd”.

Di certo Di Maio è stato categorico: mai con un partito che critica il reddito di cittadinanza e fa le barricate contro il salario minimo. Davvero non ci può essere dialogo con il Pd?
“Condivido appieno la linea del nostro capo politico: siamo ‘orgogliosamente diversi’ dal Partito democratico. Si tratta di due lunghezze d’onda antitetiche: noi siamo con i cittadini, loro per le poltrone. Questo Pd rappresenta ciò che, secondo noi, una forza politica non deve fare e non deve essere. E ciò che non intende fare, invece, sono proprio le misure di dignità, equità e civiltà che stiamo realizzando noi per l’Italia. Siamo due rette parallele”.

Intanto nel Partito democratico volano gli stracci, con i renziani che bocciano l’apertura di Franceschini al dialogo con i Cinque Stelle e Renzi che, addirittura, arriva a minacciare di andarsene dal partito. Ma con l’arrivo di Zingaretti alla segreteria dem davvero non è cambiato nulla nei rapporti tra Cinque Stelle e Partito democratico?
“Sono problemi loro. Noi non possiamo concentrarci sulle faide e sulle lotte intestine per il potere che scuotono – da sempre – il Pd. Abbiamo cose più importanti a cui pensare: stiamo cambiando il Paese e non possiamo farci distrarre dal narcisismo di Renzi o da improbabili idee di dialogo. Né cadere nell’errore di pensare che con Zingaretti sia cambiato qualcosa alla guida del Pd”.

Resta un fatto che anche con la Lega i rapporti siano tutt’altro che idilliaci. Il voto contrario del Carroccio alla Von der Leyen ha aperto la polemica sul prossimo commissario Ue spettante all’Italia. L’impressione è che Salvini voglia lavarsene le mani scaricando la grana sui Cinque Stelle. Lei che idea si è fatto di questa vicenda?
“In Europa la nostra posizione è coerente. In Italia l’equilibrio con la Lega c’è e sta nel contratto di governo, che dice per filo e per segno cosa dobbiamo fare per il Paese. E lo stiamo facendo. Sulla scelta del commissario spettante all’Italia, la nostra linea è chiara: profilo politico e indicato dalla Lega. È una responsabilità che è giusto affidare al Carroccio, in virtù del risultato delle ultime europee. Ci aspettiamo una personalità di spessore”.

Nei corridoi dei palazzi della politica si torna a parlare di possibile rimpasto: è un’opzione all’ordine del giorno e potrebbe servire a ricompattare la maggioranza alle prese, ormai quasi quotidianamente, con liti e dissapori continui, dal Tav alle Autonomie per restare alle polemiche più recenti?
“Per avere una maggioranza compatta basta fare – e bene – gli interessi dei cittadini, il resto sono chiacchiere ed espedienti. Da parte nostra nessuna idea di rimpasto”.