Disturbi alimentari. Celiachia, casi triplicati ma in pochi sanno di averla. Oltre 400mila italiani hanno avuto diagnosi scorrette

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Da malattia rara a malattia cronica. Quarant’anni fa la celiachia era sconosciuta, potevano passare molti anni prima di arrivare alla diagnosi e veniva diagnosticato appena un caso su mille. Ora le diagnosi sono triplicate, si identifica un caso ogni 286 e in questi quattro decenni 200mila italiani hanno potuto dare un nome a dolori quotidiani trovando finalmente una cura per la loro malattia. Ma c’è ancora molto da fare, sono infatti 400mila gli italiani celiaci che non sanno ancora di esserlo. A puntare i riflettori su questi pazienti sommersi è l’Associazione Italiana Celiachia (Aic). La diagnosi precoce di celiachia è una forma indispensabile di prevenzione ed è perciò fondamentale, infatti il celiaco inconsapevole che assume glutine si espone a complicanze anche gravi, spesso irreversibili. Purtroppo oggi esiste il fenomeno dei pazienti camaleonte, si tratta di persone con sintomi non classici della celiachia e inizialmente non riconducibili a questa patologia. Anche per questo Aic sta promuovendo un progetto di formazione e aggiornamento in tutta Italia che coinvolge circa duemila medici di famiglia, pediatri, specialisti e dietisti. Come ogni anno, inoltre, Aic sarà impegnata nella Settimana della Celiachia, in programma dall’11 al 19 Maggio, per informare e sensibilizzare i cittadini sulla malattia. Intanto dall’1 giugno, per ora solo in Toscana, il buono cartaceo per acquistare prodotti senza glutine sarà sostituito da un codice numerico che, abbinato alla tessera sanitaria, consentirà ai celiaci di comprare più liberamente.

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