Domenica Live, genitori in rivolta. Il Moige: il dietologo ospite della d’Urso illude sul cancro. Le dichiarazioni di Alberico Lemme su dieta e alimentazione hanno scatenato un putiferio

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dopo la bufera che ha coinvolto la Rai sull’intervista di Bruno Vespa a Salvo Riina, ecco che la tormenta si sposta dalle parti di Cologno Monzese. Nell’occhio del ciclone ci sono gli interventi del dottor Alberico Lemme a Domenica Live. Oltre alle segnalazioni sui social di moltissime persone rimaste colpite dai concetti espressi su diete e l’alimentazione, nonché alle reazioni concitate degli ospiti di Barbara d’Urso, ecco che si muove il Moige. Il movimento dei genitori ha già inviato una segnalazione al Comitato Media dei Minori del Mise. Oggetto della protesta l’informazione sui temi dell’alimentazione ritenuti non corretti che rischiano di generare confusione nel pubblico a casa. Tra l’altro alcune dichiarazioni di Lemme sulla cura del cancro, sulla dieta mediterranea, sull’obesità hanno fatto saltare dalla sedia l’ordine dei medici, la cui categoria non si è vista rappresentata nel contraddittorio. Lemme continua a essere invitato nei programmi di Mediaset perché fa ascolti, anche se le sue affermazioni possono risultare fuorvianti. La d’Urso l’ha ospitato diverse volte, ma non è la sola. È vero che la tv commerciale non ha i soldi del canone e quindi vanta qualche libertà in più, tuttavia ci sono determinati binari su cui non è possibile deragliare. Tanto più perché ci sono fasce protette all’ascolto. Non va dimenticato che la trasmissione competitor di Domenica Live, la Domenica In di Raiuno, ha dovuto cancellare la cronaca nera dalla scaletta proprio per tutelare i minori davanti alla tv.

IL CASO RIINA – Tutto si può dire meno che Carlo Verdelli non sia un direttore senza peli sulla lingua. “Non posso censurare un programma solo perché i politici mi chiedono di farlo. Sarebbe un precedente pericoloso non solo per la Rai ma anche per la democrazia”. Nell’audizione in commissione Vigilanza, Verdelli il direttore editoriale ha confessato che è stata una scelta sofferta: “Stava montando una richiesta di cancellazione. Dopo aver visionato il programma, per l’autonomia della Rai non potevo accettare la richiesta. Non sono il censore. Vespa è stato accusato di essere un megafono della mafia. Quando un dibattito prende questi toni è difficile riportarlo su un piano razionale. In quei 23 minuti dell’intervista il libro è citato una volta”.

LA LIBERATORIA – “C’è dal 6 aprile una regola: il rilascio delle liberatorie dovrà avvenire sempre prima”, ha detto nella stessa audizione il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, dopo che ha confermato di aver sottoposto l’intervista a Verdelli. “Quando ho ricevuto i materiali delle registrazioni – ha aggiunto – ho avuto l’impressione di avere di fronte la mafia. Vespa ha incontrato il mafioso a Padova solo in occasione della registrazione, nessun compenso è stato riconosciuto e le domande non sono state anticipate. L’intervista si è svolta senza alcuna interruzione ed è stata trasmessa integralmente. La liberatoria è stata rilasciata dopo la registrazione, e questo è un punto critico. Vespa mi ha comunque assicurato che ogni eventuale richiesta di modifica sarebbe stata respinta al mittente”.

Twitter: @marcocastoro1

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

Continua »
TV E MEDIA