Donazioni private alla politica. In due anni oltre 50 milioni ai partiti. Biennio record per la Lega: incassati 14 milioni. Staccati il Pd con 9,6 milioni e i 5 Stelle con 8,9

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La Lega piglia tutto. O almeno la fetta più grossa della torta. Quando si tratta di ricevere donazioni, il partito di Matteo Salvini non è secondo a nessuno. A dirlo è il dossier Soldi e politica realizzato da Trasparency International Italia, l’associazione contro la corruzione che si occupa di ricerca e analisi. Nel periodo 2018-2019 il mondo della politica ha avuto donazioni per 50,5 milioni di euro. In testa alla classifica i quasi 14 milioni di euro, 13,7 per l’esattezza, incassati dalla Lega. Al secondo posto, con 9,6 milioni di euro si piazza il Partito Democratico, seguito dal Movimento 5 Stelle che ha avuto donazioni per 8,9 milioni di euro.

Quarto posto per il partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia, che ha dichiarato 2,6 milioni di euro di finanziamenti ricevuti. Numeri alla mano è evidente che i primi tre partiti occupano circa il 64 per cento dei finanziamenti totali ricevuti. Come è evidente anche che più di un quarto di tutti i fondi, ben il 27,25 per cento, è stato destinato ad un singolo partito, cioè la Lega di Salvini. Dall’analisi viene evidenziato come gran parte delle donazioni, il 68,7 per certo corrispondenti circa a 34,755 milioni di euro, arrivino dai gruppi parlamentari, con quello del Pd che ha versato nelle casse del partito 2,3 milioni di euro.

Seguono Sinistra Ecologia e Libertà con 835 mila euro e Sinistra Italiana con 469 mila euro. “Ciò può essere considerato come una sorta di finanziamento pubblico indiretto, dato che solitamente una parte degli stipendi dei politici (che sono pagati dallo stato) viene richiesta dal partito stesso come donazione. Questo significa – sottolinea Trasparency – che la sostenibilità del sistema è basata sulle entrate derivanti da membri già eletti in Parlamento, dando loro una sorta di potere nei confronti dei partiti stessi. C’è un evidente rischio per la pluralità del sistema democratico, in cui diventa molto difficile poter competere per i nuovi attori”.

Ma oltre ai parlamentari a rimpinguare le casse dei partiti ci pensano le “persone fisiche, per lo più imprenditori – si legge nel rapporto – che contribuiscono per una quota pari al 15,42 per cento, circa 7,796 milioni di euro. Le aziende private, invece, hanno donato il 5,99 per cento (3,207 milioni di euro). Ma la Lega ama distinguersi ed anche qui non perde il vizio. E’ l’unico partito, infatti, in cui il contributo dei parlamentari risulta essere poco rilevante rispetto al totale ricevuto. 437 mila a fronte di oltre 13 milioni di euro dichiarati. Oltre che dai gruppi parlamentari, poi, le donazioni arrivano anche da associazioni, fondazioni e comitati legati ai partiti e movimenti politici.

C’è da dire anche che le singole donazioni non sono tutte uguali – spiega Trasparency – anzi hanno “una forbice molto ampia: dalle più piccole sotto i 500 euro alle più ingenti di 100mila euro (limite massimo consentito), fatte dalla società privata Moby Spa e da un privato cittadino, l’imprenditore Daniele Ferrero, principale azionista e amministratore delegato di Venchi, nota azienda produttrice di cioccolato. Ciò che è interessante sottolineare – si legge nel dossier – è come due aziende come Moby Spa e Black Oil Spa abbiano fatto donazioni allo stesso destinatario, più di 150.000 euro: il Comitato Change, collegato al nuovo partito politico Cambiamo!, fondato da Giovanni Toti.

Altri, tra i più grandi donatori, sono i membri del Movimento 5 Stelle, che restituiscono una parte del loro stipendio al “Comitato per le rendicontazioni/rimborsi del Movimento 5 Stelle”. La somma totale donata ammonta a 10.001.277,9 euro, un quinto dei finanziamenti alla politica nel 2018-2019.

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di Gaetano Pedullà

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