La donna di 67 anni che ha ricevuto quattro dosi di vaccino a Livorno

Vaccino Coronavirus Pfizer
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Una donna di 67 anni ha ricevuto ieri pomeriggio 0,30 ml di vaccino Pfizer interamente, senza diluizioni. Una quantità pari a 4 dosi di vaccino. Si tratta del secondo caso dopo quello della studentessa all’ospedale di Massa. Stavolta il fatto è accaduto nell’hub vaccinale del PalaModigliani di Livorno. L’Asl Toscana Nord Ovest ha immediatamente aperto un’indagine interna.

La donna di 67 anni che ha ricevuto quattro dosi di vaccino a Livorno

Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe ricevuto 0,3 ml di vaccino Pfizer senza essere diluito e quindi un dosaggio quattro volte superiore al normale. La paziente è stata immediatamente presa in carico dal personale medico e infermieristico presente nel centro vaccinale e tenuta in osservazione per circa un’ora in modo da verificare che non vi fossero reazioni immediate che potessero metterne a rischio la salute. Poi è stata ricoverata precauzionalmente al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno dove comunque la donna non ha manifestato sintomi particolari.

Dell’episodio ha parlato Cinzia Porrà, responsabile della Zona-Distretto livornese. “La signora – ha spiegato Porrà -l’ha presa in carico la struttura nelle persone del referente medico e infermieristico, l’hanno tenuta in osservazione per un’ora e non ha avuto particolari malori. Ma tanto spavento, che ha determinato un pochino di ansia. Abbiamo suggerito alla signora di fare degli accertamenti, se lo ritenesse opportuno, e di stare in osservazione e l’abbiamo fatta ricoverare comunque in pronto soccorso, dove è stata per il pomeriggio e nella notte. Attualmente si trova lì, in attesa dei risultati di alcuni accertamenti che sono stati fatti. Comunque sta bene”.

Invece la ragazza che ha ricevuto 4 dosi di vaccino Pfizer sta bene. A spiegarlo durante Timeline su Sky TG24 è stato il professore Fabrizio Pregliasco che l’ha presa in cura. «”ta bene al di là dello spavento e dell’attenzione mediatica”. Ha detto il virologo dell’Università di Milano. “I parametri sono più che buoni – ha aggiunto il medico, che ha in cura la ragazza -, al di là dello spavento non ci saranno possibili danni perché nella fase uno della sperimentazione una quota parte dei volontari aveva subito concentrazioni più alte di vaccino. Ed è proprio questa la finalità dei primi studi”.

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