Dopo le baby squillo spuntano gli approcci gay

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di Fabrizio Gentile

Come in un film horror, dientro ogni portas che si apre c’è uno scenario sempre più inquietante. Lo scandalo delle baby prostitute in cambio di regali non è che la punta di un iceberg che prima ha visto l’allargamento del sistema di prostituzione su base geografica, poi ha evidenziato una vera e propria rete dietro le prestazioni, poi ancora il coinvolgimento di alcuni genitori delle ragazzine e infine ha descritto una realtà di mini imprenditrici del sesso decise a gestire in proprio il business. Ma non è finita. Spunta ora anche l’ipotesi di un giro di adescamenti sul web diretto non solo alle ragazzine ma a adolescenti maschi, lusingati attraverso denaro e regali per spingerli a procacciare ai cinque accusati giovanissime ragazze da indurre poi alla prostituzione. Emergerebbe anche questo dall’analisi dei cellulari di alcuni degli indagati. In particolare in un caso un giovane viene sollecitato più volte di trovare “amichette giovani” da presentare e con le quali “giocare”. Negli sms è fatto più volte esplicito riferimento alla giovane età delle possibili vittime. Il destinatario degli sms, in corso di identificazione ma verosimilmente un adolescente, chiede in cambio “una ricarica postepay”. Parallelamente, gli investigatori sono impegnati a verificare anche l’esistenza di una rete di trafficanti che avrebbero fornito cocaina alle ragazzine che si prostituivano in un appartamento dei Parioli, ma non solo, ed i clienti. Particolari, quelli relativi a “cocaina e feste anche fuori Roma”, emersi nelle deposizioni verbalizzate dagli inquirenti. I carabinieri del Nucleo Investigativo, in particolare, vogliono accertare se l’eventuale collegamento tra i “gestori” del giro di prostituzione, non solo minorile ma che coinvolgeva anche donne adulte, e gli spacciatori.
Per i pm comunque non ci sono dubbi sulle responsabilità degli arrestati e oggi daranno parere negativo alla loro scarcerazione. Si tratta dei tre presunti sfruttatori delle due ragazzine dei Parioli, Nunzio Pizzacalla, Mirko Ienni e Mario De Quattro, della madre di una delle ragazzine e di un cliente, Riccardo Sbarra. Il collegio competente sulla legittimità delle misure restrittive, esaminate le ragioni degli avvocati difensori e dei pm, si riserverà la decisione.

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