Dopo Maduro, Trump e Netanyahu mettono nel mirino Khamenei. Bibi: “Pronti a colpire l’Iran”

Il tycoon e il premier israeliano avrebbero messo nel mirino la Guida Suprema dell’Iran, che avrebbe pronto un piano di fuga a Mosca

Dopo Maduro, Trump e Netanyahu mettono nel mirino Khamenei. Bibi: “Pronti a colpire l’Iran”

Archiviata la pratica Nicolas Maduro, ora l’“attenzione” di Donald Trump e del suo sodale Benjamin Netanyahu potrebbe spostarsi sulla Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Tanto che ieri il Times di Londra, citando un rapporto di intelligence, ha rivelato come Khamenei avrebbe pronto un piano per fuggire a Mosca, qualora il regime dovesse cadere per le proteste interne. Secondo il quotidiano con lui partirebbero anche una ventina di membri della sua famiglia e stretti collaboratori, tra i quali il suo successore designato, il figlio Mojtaba.

Almeno 19 morti nelle manifestazioni in Iran

Uno scenario tutt’altro che inverosimile, visto che non sembrano sopirsi le manifestazioni contro il regime scoppiate in tutto il Paese una decina di giorni fa, durante le quali sarebbero morte 19 persone e almeno 900 sarebbero state arrestate. Tensioni fomentate, secondo Teheran, da Usa e Israele. Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha dichiarato ieri che le autorità “non dovrebbero mostrare clemenza” nei confronti dei manifestanti violenti, chiedendo “un’azione decisa” per salvaguardare la sicurezza pubblica.

Teheran: “Dietro ai disordini ci sono Usa e Israele”

“Non dovremmo rimanere in silenzio di fronte a coloro che cercano di sfruttare la situazione e compromettere la sicurezza e la tranquillità della popolazione. Non può esserci tolleranza. Questa volta non ci sarà clemenza”, ha avvertito Ejei, evidenziando “l’aperto sostegno” ai manifestanti da parte di Israele e Stati Uniti. Già nei giorni scorsi, anche il presidente della Repubblica islamica, Masoud Pezeshkian, aveva attribuito la responsabilità delle proteste in corso in tutto il Paese ad “attori stranieri”.

Intanto Netanyahu minaccia l’Iran

E, sempre ieri, Netanyahu ha dichiarato alla Knesset che “Israele non permetterà all’Iran di ricostituire il suo programma missilistico balistico”. “Se saremo attaccati, le conseguenze saranno molto gravi”, ha aggiunto il capo del governo, pochi giorni dopo il suo ritorno da un viaggio ufficiale negli Stati Uniti e sei mesi dopo una guerra di 12 giorni tra Israele e Iran.

Bibi: “Khamenei vuole colpire Sharaa”

Secondo il quotidiano libanese Al-Akhbar, proprio durante l’ultimo incontro a Mar-a-Lago Trump e Netanyahu avrebbero trovato un accordo per colpire l’Iran. Infine, sempre ieri, i media israeliani hanno riferito che l’Iran starebbe lavorando per assassinare il leader siriano Ahmad Sharaa. L’allerta sarebbe stata diffusa nei giorni scorsi sullo sfondo dell’apertura di contatti tra Israele e Siria e in un contesto di crescenti tensioni regionali. Dal canto loro, le autorità siriane hanno smentito che Sharaa sia stato coinvolto in “un incidente di sicurezza”, dopo la diffusione sui social di notizie su colpi d’arma da fuoco all’interno del palazzo presidenziale di Damasco.

In una nota su X, il portavoce del ministero dell’interno Nureddin al-Baba ha parlato di “informazioni totalmente infondate”, negando che il presidente o altri dirigenti siano stati presi di mira. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, la sera del 30 dicembre all’interno del palazzo presidenziale si sarebbe verificata una sparatoria durata circa 12 minuti, con alcuni feriti. L’Osservatorio ha precisato che l’episodio è stato causato da una disputa interna tra persone presenti nel palazzo e non era diretto contro il presidente. Sharaa comunque non è appare in pubblico dal 29 dicembre, quando ha presentato le nuove banconote prive dell’effigie dell’ex presidente Bashar al-Assad