Le Lettere

Dottor Stranamore

L’ammiraglio Cavo Dragone se ne è uscito con un’altra intervista, stavolta al Corriere della Sera. Sempre tesi guerrafondaie, s’intende. Forse aspira al ruolo di Dottor Stranamore?
Ivano Somma
via email

Gentile lettore, il paragone con il parossismo guerrafondaio del personaggio di Kubrick non è fuori luogo. Quando disse al Financial Times che la Nato doveva abbandonare la postura “reattiva” e adottarne una “proattiva”, cioè doveva attaccare la Russia per prima, capirono tutti che Cavo Dragone era molto cavo e poco dragone. Ma lui non voleva lasciar dubbi e quindi ora ha raddoppiato: “No all’esercito europeo”, è meglio collaborare di più con gli americani, di più, di più… Alla fine, a forza di leccate agli stivali, gli americani non avranno più gli stivali e gireranno scalzi. Dragone non fa sconti. Infatti incita l’Europa a spendere di più per la difesa, come chiedono gli Usa, perché è una “necessità giusta”, lo ha stabilito la Nato nella sua infinita saggezza. Tanto che l’estate scorsa all’Aja “l’Europa si è impegnata a più alte spese militari”. Inoltre Dragone ci spiega che dalla contesa per la Groenlandia i rapporti Europa-Usa non escono a pezzi come credevamo, bensì “più coesi e forti” e “la Nato non è assolutamente in crisi”. Anzi, “le dichiarazioni anche brutalmente critiche” sono state “un elemento catalizzatore”. La Nato è “un’alleanza virtuosa e navigata” e anche generosa. Dragone lo sottolinea: “Abbiamo lasciato che il tema Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca fosse negoziato a livello politico tra loro”. Urca, addirittura tra loro e non con un torneo di briscola tra i generali. Quant’è buono lei!

Inviate le vostre lettere a: La Notizia – 00195 Roma, via Costantino Morin 34 redazione@lanotiziagiornale.it