Dal Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte al Pd di Elly Schlein passando per Alleanza Verdi e Sinistra, capitanata da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, le opposizioni sono tutte d’accordo. L’informativa di Giorgia Meloni in Parlamento, dopo la batosta referendaria con le dimissioni di esponenti del governo e in un contesto internazionale segnato da guerre e crisi economica, invece di spiegare le ragioni che spingono il governo ad andare ancora avanti e di illustrare le prossime azioni dell’esecutivo si è trasformata in un comizio elettorale.
Doveva rilanciare l’azione di governo, ma Meloni rifila un comizio al Parlamento
La premier parte proprio dalla riforma della giustizia bocciata da 15 milioni di italiani. “Rimane il rammarico di aver perso un’occasione – a nostro avviso storica – di modernizzare l’Italia”, dice senza rinunciare all’ennesima stoccata alla magistratura. Meloni al Senato ha spiegato che anche diversi esponenti del fronte del No ora dicono “candidamente” che “serve un cambio di passo, che la deriva correntizia è un problema, che lo strapotere di una parte della magistratura che vuole sostituirsi al governo e al Parlamento è un rischio reale”.
Nessun cenno alle riforme, dal premierato alla legge elettorale
Per il resto nessun cenno alle riforme, né al premierato né alla nuova legge elettorale. Esclude dimissioni e rimpasti. “Il governo c’è e continuerà a fare la sua parte”. Niente dimissioni: “Sarebbe convenuto sul piano tattico” ma “noi ci siamo presi l’impegno per governare per cinque anni”. Niente rimpasti: “Niente alchimie di Palazzo”. Tra le priorità citate la riduzione del carico fiscale per la prossima legge di bilancio, misure sulla sicurezza, sul lavoro e sulla casa. Un riferimento anche alla lotta alla mafia e alle polemiche per una foto con un referente del clan Senese. “Combatto la mafia fin da ragazzina e continuerò a farlo fino al mio ultimo respiro”. Lancia poi due proposte: togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi e chiedere alla Commissione Antimafia di occuparsi delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, “compreso FdI”.
Difende la politica estera del governo e nega la subalternità agli Usa
Ha difeso il decreto energia e la proroga del taglio delle accise, nonostante i prezzi ai distributori siano alle stelle. Poi c’è tutta la parte di politica estera. Difende quella del governo. Non è turismo diplomatico, sentenzia. “Agli alleati si dice con chiarezza quando non si è d’accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull’Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato”. Aggiunge: “La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte”, anticipando le accuse di subalternità a Trump e il ritornello “la Meloni scelga tra Trump e l’Europa”.
Ma le opposizioni la inchiodano: quattro anni e zero riforme
Le opposizioni raccolgono la sfida, ma la premier replica: “Alla Camera ho ascoltato molti insulti, accuse, tanta demagogia e quasi nessuna proposta reale”. “Presidente Meloni il suo è stato un discorso di autoconvincimento, lei ci sfida ma l’avete già persa la sfida perché il popolo sovrano si è espresso con il referendum”, esordisce Schlein.
“Presidente Meloni lei racconta una realtà mitologica, credo che la sveglia del referendum non abbia suonato a Palazzo Chigi”, l’affondo di Conte. “Lei ha citato grandi numeri ma non ha citato i numeri essenziali: 4 anni e zero riforme”, insiste l’ex premier, che chiosa: “Lei dice ci metto la faccia, meritevole, ma senza capacità l’Italia si trova in braghe di tela. I salari reali sono crollati, la pressione fiscale è la più alta degli ultimi 10 anni, tre anni consecutivi di calo della produzione industriale, e siamo agli sgoccioli della legislatura… la faccia ce la mette ma la faccia tosta non le manca”.
Conte la incalza sui rapporti con Trump
Sulla politica estera Conte la incalza senza sconti di sorta: “La sua subalternità a Trump è ignobile, lei sta contribuendo a distruggere il diritto internazionale. Se rimane silente e complice di fronte a Netanyahu, lei incoraggia un genocidio. Se di fronte a un attacco illegale in Iran dice ‘non condivido e non condanno’ lei contribuisce a distruggere il diritto internazionale”.