Di unโintera mattinata di discussione resta ben poco. E di quel che dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per rilanciare lโazione del suo governo resta ancora meno. Tanto che lโunico punto che resta impresso รจ lโinizio del suo discorso al Senato, dopo la mattinata di dibattito alla Camera, nel quale non fa altro che lamentarsi degli insulti ricevuti.
Meloni, insomma, la butta sul vittimismo. Escludendo dimissioni e rimpasti di governo, la presidente del Consiglio se la prende con lโopposizione, colpevole – nel suo racconto – di aver solo insultato e di non aver proposto nulla di concreto. Non che la stessa Meloni lโabbia fatto, verrebbe da dire, se non per annunciare misure indefinite sul lavoro povero e sul piano casa, peraltro in ritardo di anni.
Meloni punta tutto sul vittimismo
Lโesordio al Senato รจ quindi indicativo di quello che รจ il messaggio che Meloni vuole far passare: โConto molto su di voi, colleghi senatori, in questo dibattito, perchรฉ alla Camera ho ascoltato molti improperi, insulti, accuse, tanta demagogia e questa nessuna proposta reale e in una delle fasi piรน delicate che lโItalia sta affrontando, salvo che sui congedi parentali su cui non si dice dove prendere le risorseโ. Insomma, lโintenzione della presidente del Consiglio รจ quella di accusare le opposizioni di essere in grado solamente di insultare.
Ma non รจ solo questo, perchรฉ Meloni ha puntato sul vittimismo in piรน momenti. Lo fa attaccando la segretaria del Pd, Elly Schlein, accusata di dire una โmenzognaโ sullโaumento della precarietร . Lo fa anche sul fronte della giustizia, tanto da sostenere che esiste uno โstrapotere di una parte della magistratura che vuole sostituirsi al governo e al Parlamentoโ.
Lo fa anche quando si parla di Antimafia, sottolineando lโultima โpalata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalitร organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anniโ, con riferimento alle inchieste uscite negli scorsi giorni su Report e sui giornali.
Sulla sanitร poi, ammettendo che i tempi delle liste di attesa restano troppo lunghi, Meloni ha comunque scaricato la colpa sulle Regioni, a cui si appella per dire di far squadra. Omettendo, perรฒ, che la maggior parte delle Regioni รจ amministrata dalla stessa coalizione che sta oggi al governo. Quel poco che rimane dellโintervento in Parlamento di Meloni, quindi, รจ qualche artificio retorico, come quando sostiene – parlando di referendum – che โun sรฌ ti conferma, ma un no ti riaccendeโ e che โil rifiuto non รจ la fine di un percorso, ma lโinizio di una nuova spintaโ. Un poโ poco per lanciare, come di fatto รจ successo oggi, la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni politiche.