Elezioni Amministrative: 18 capoluoghi e 737 Comuni al voto. Venezia, Salerno e Reggio Calabria le sfide chiave

Amministrative, si vota domenica e lunedì. Il Campo largo avanti a Venezia, Prato e Pistoia. A Mantova e Salerno coalizioni divise

Elezioni Amministrative: 18 capoluoghi e 737 Comuni al voto. Venezia, Salerno e Reggio Calabria le sfide chiave

A Venezia la coalizione che sostiene il senatore Andrea Martella (Pd) raccoglie sette liste, da Rifondazione Comunista a Italia Viva, e l’ultimo sondaggio Tecnè del 5-6 maggio lo dà al 49% contro il 41% di Simone Venturini, erede dell’uscente Luigi Brugnaro dopo undici anni di centrodestra. È un campo larghissimo, anomalo, costruito addosso al timore di perdere l’unico capoluogo di regione al voto. Funziona finora in laguna. Eppure a poche centinaia di chilometri, a Salerno, lo stesso esperimento si è frantumato: Vincenzo De Luca, di ritorno in città dopo due mandati alla Regione, corre senza il simbolo del Pd ma con il via libera della segretaria Elly Schlein e di suo figlio Piero, segretario regionale dem. M5S e Avs hanno scelto un altro candidato, l’avvocato Franco Massimo Lanocita.

Amministrative, i numeri

Le amministrative del 24 e 25 maggio 2026 coinvolgono oltre 6 milioni di elettori in 737 comuni, 17 capoluoghi di provincia e un capoluogo di regione, Venezia. Sono il primo voto vero dopo il 22-23 marzo, quando il referendum sulla separazione delle carriere è stato bocciato dal 53,74% dei votanti con un’affluenza del 58,93%: la prima sconfitta politica seria di Giorgia Meloni dal 2022, con il 65,22% di No solo in Campania, e i giovani 18-34 anni oltre il 61%, secondo i dati Opinio Italia per la Rai. Da quel risultato il centrodestra arriva ferito, e il campo largo cerca di capire se la geometria della vittoria referendaria sia replicabile su scala locale. Le risposte cambiano da una città all’altra, ed è già una diagnosi.

Il laboratorio del campo largo

Dei 18 capoluoghi complessivi (Sardegna esclusa, vota a giugno) il centrosinistra unito si presenta solo in 12, secondo i conteggi del Foglio. Mantova è il caso più visibile della frattura: il M5S candida lì in autonomia Mirko Granato, mentre Pd e Azione di Carlo Calenda stanno insieme. A Salerno la spaccatura è verticale, a Trani identica.

La conseguenza pratica è che la rivendicazione del centrosinistra, nei prossimi giorni, dipenderà aritmeticamente da poche partite. A Prato, dove Matteo Biffoni (Pd, già sindaco dal 2014 al 2024) è stimato al 53% contro il 38,5% di Gianluca Banchelli dal sondaggio Emg Different di inizio maggio, dopo il commissariamento seguito alle dimissioni dell’ex sindaca Ilaria Bugetti, indagata per corruzione nel giugno 2025. A Pistoia, dove un rilevamento de La Nazione vede Giovanni Capecchi, vincitore con il 56,5% delle primarie del centrosinistra, al 50,5% contro il 44,5% della forzista Anna Maria Celesti. E a Venezia, dove i sondaggi parlano da soli. La stessa coalizione, in tre città, regge in tre forme diverse.

Quel che il centrodestra rivendicherà

Reggio Calabria è la piazza opposta. Il sondaggio Swg del 13-16 aprile su 700 cittadini dava Francesco Cannizzaro, deputato e segretario regionale di Forza Italia, fra il 52 e il 56%, contro Domenico Battaglia fra il 32 e il 36%. Dopo dodici anni di amministrazione Falcomatà, è la riconquista più solida che il governo possa mettere in conto.

A Messina invece il vincitore probabile, secondo lo stesso istituto, è Federico Basile di Sud chiama Nord, dato fra il 50 e il 54%: la terza coalizione personale costruita da Cateno De Luca. La cosiddetta sfida bipolare, di fatto, in Sicilia è ferma a casa. Intanto Forza Italia corre da sola a Fermo, la Lega da sola ad Avellino, a Chieti e ad Agrigento. Sostanzialmente la maggioranza nazionale, alla prova delle liste, è meno compatta dell’opposizione che ufficialmente non c’è.

Insomma, il quadro: il campo largo arriva avanti dove si è coalizzato (Venezia, Prato, Pistoia), il centrodestra ha la migliore occasione dove l’avversario era già logoro (Reggio Calabria), e nessuno dei due controlla le formule altrui. La rivendicazione vera sarà aritmetica, capoluogo per capoluogo, e arriverà lunedì sera. Anzi, probabilmente lunedì dell’8 giugno dopo i ballottaggi.