Siamo quasi a fine legislatura e il bilancio del governo Meloni, cifre alla mano, mi pare disastroso.
Rinaldo Modini
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Gentile lettore, la narrativa del โche bravi, siamo la locomotiva dโEuropaโ non fa piรน ridere, fa mestizia: รจ una bandiera lacera sul campo di battaglia dโuna disfatta. Il Paese รจ massacrato: prezzi alle stelle (lโenergia da noi รจ la piรน cara dโEuropa), la crescita del Pil รจ la piรน bassa dโEuropa, record mondiale nel calo del potere dโacquisto. Meloni ha firmato senza esitare il Patto di stabilitร , la nostra condanna: con deficit superiore al 3% cโรจ procedura dโinfrazione e zero sforamenti al bilancio. Il nostro 3,1% ci inchioda. Sarebbe bastato evitare alcune costose scempiaggini fortissimamente volute da lei, tipo il centro profughi in Albania e il Liceo del Made in Italy (la scuola meno frequentata del mondo: 4 iscritti per liceo), o porre la tassa sugli extraprofitti delle banche. Avremmo evitato la schiavitรน dello 0,1%. Non basta. Meloni ha firmato a cuor leggero anche il diktat trumpiano di dedicare alla difesa la stellare cifra del 5% del Pil (gli stessi Usa non superano il 4,3%). Anche questo si ritorce contro di noi: siamo costretti a tagliare risorse al welfare e alla sanitร e in piรน ad attivare il Safe, il prestito europeo per le armi (sรฌ, Meloni ha firmato anche quello), ri-indebitandoci e pagando gli interessi. Insomma, dopo quattro anni di governo il bilancio รจ una disfatta. ร qui che si vede la differenza tra uno capace e una modesta politica della Garbatella che si piega a 90 gradi e firma qualunque cosa benefici gli altri. Ci servirebbe uno statista, ahimรจ. Ad averne.
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