Persino Draghi ci è arrivato: il caos vaccini è colpa delle Regioni. Che trascurano gli anziani. E l’obiettivo del mezzo milione di vaccini al giorno è lontano

Mario Draghi
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Le risposte alla pandemia, le azioni su mercato unico, politica industriale e tema digitale, i rapporti con la Russia e la situazione del Mediterraneo orientale. Il premier alle Camere ripercorre i temi sul tavolo del prossimo vertice europeo di domani e dopodomani. Ribadisce che atlantismo e europeismo sono i pilastri del governo. Ringrazia il presidente Biden per la partecipazione a un segmento dei lavori: un segno del nuovo slancio nelle relazioni fra Usa e Ue. Ma è la lotta al virus che svetta in cima ai pensieri di Mario Draghi.

Persino Draghi ci è arrivato: il caos vaccini è colpa delle Regioni

L’ex banchiere riferisce sull’accelerazione della campagna vaccinale (l’Italia è seconda dopo la Spagna). Nelle prime tre settimane di marzo sono state somministrate 170mila dosi al giorno (nonostante il blocco temporaneo di AstraZeneca). L’obiettivo è arrivare a mezzo milione al giorno. Puntando su una logistica efficiente e uno snellimento burocratico. E parlando della copertura vaccinale di coloro che hanno più di ottant’anni bacchetta le Regioni. “Mentre alcune – osserva – seguono le disposizioni del ministro della Salute, altre trascurano i loro anziani, in favore di gruppi che vantano priorità, probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale”.

Il governo si impegna a rendere pubblici tutti i dati sui vaccini entro questa settimana. Nella pianificazione delle riaperture, la scuola rimane prioritaria. “Cominceremo a riaprire almeno le scuole primarie e la scuola dell’infanzia, anche nelle zone rosse, allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo di poterlo fare subito dopo Pasqua”. In sede europea occorre esigere dalle imprese farmaceutiche il rispetto delle regole e costruire una filiera di produzione dei vaccini che garantisca autonomia strategica.

Gli enti locali dimenticano gli anziani

Il Covax è uno strumento per garantire la distribuzione in base all’effettiva necessità dei paesi. La presidenza italiana del G20 ha sottolineato la priorità della tutela della salute e l’impegno alla solidarietà internazionale. Ma Draghi avverte: “Per quanto riguarda il coordinamento europeo va sempre cercato e bisogna lavorare continuamente per rafforzarlo. Se non funziona in questi momenti drammatici occorre anche trovare delle risposte da soli”.

La Commissione Ue elaborerà una proposta sul certificato verde digitale per la libera circolazione: un progetto complesso, che deve evitare discriminazioni e rispettare i dati sensibili. Nell’ambito delle azioni per il mercato unico, si parlerà della cosiddetta bussola digitale: occorrono politiche industriali per innovare la tecnologia dell’informazione e comunicazione e colmare il divario accumulato con Usa e Cina. Da questo punto di vista il Recovery plan, che destina il 20 per cento dei progetti alla trasformazione digitale, è un’occasione di riconversione dei lavoratori, delle imprese e delle amministrazioni.

E l’obiettivo del mezzo milione di vaccini al giorno è lontano

Per quanto riguarda il mercato unico Draghi sostiene che “difendere l’unicità del mercato significa difendere le aziende italiane che ne beneficiano in grande misura”. Si discuterà anche del consenso sulla tassazione digitale. La nuova amministrazione Usa ha mostrato disponibilità a collaborare e la presidenza italiana del G20 è un’occasione per farlo. Quanto ai rapporti con Russia e Turchia, occorre costruire uno spazio di collaborazione su migrazioni, lotta al terrorismo, unione doganale, sebbene – sottolinea – l’abbandono turco della Convenzione di Istanbul sia un grave passo indietro e il rispetto dei diritti umani sia un valore identitario europeo.

Draghi andrà in Libia la prima settimana di aprile e ribadisce il sostegno al governo di unità nazionale libico in vista di elezioni. Infine ritorna su un tema a lui caro: i giovani. “Dobbiamo ribadire l’impegno come governi e Parlamenti nazionali a costruire un’Europa che accolga i giovani e li formi come figli, non come riserva di lavoro, spesso sottopagato”. All’occupazione giovanile sarà dedicato il vertice sociale organizzato a maggio dalla presidenza portoghese. Il prossimo Consiglio europeo non discuterà di unione fiscale e progressi dell’euro, né delle regole del Patto di stabilità. Ci sarà tempo – dice – per un confronto sulla revisione del patto, “di cui ormai tutti sentono la necessità”.

“Queste discussioni internazionali – conclude – se hanno un passaggio parlamentare come questo o come altri, vengono recepite non come delle soluzioni di élite, ma come delle soluzioni ampiamente condivise, con tutta la democrazia, con tutta la società di questo Paese”. Tanto il Senato quanto la Camera hanno approvato le proposte di risoluzione di maggioranza sulle sue comunicazioni.

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