Da Draghi altri schiaffi a Salvini. E ci si aggiungono i sindaci leghisti. Da Ferrara a Genova e persino le Marche a guida FdI. Tutti pronti ad accogliere i profughi afghani

Fabbri Draghi profughi
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Il leit motiv è sempre il solito: l’Italia non può permettersi di accogliere decine di migliaia di persone, i centri di accoglienza stanno esplodendo, altri Paesi non stanno facendo nulla. E ovviamente non poteva mancare un grande classico salviniano: i profughi potenziali terroristi. “Corridoi umanitari per donne e bambini in pericolo certamente sì. Porte aperte per migliaia di uomini, fra cui potenziali terroristi, assolutamente no”, ha dichiarato ieri Matteo Salvini.

Ma stavolta, di fronte al disastro umanitario che si sta consumando in Afghanistan, non è il caso di calcare troppo la mano e blaterare di negare la protezione umanitaria a chi davvero in queste ore sta vivendo l’inferno. Anche perché il leader della Lega non solo si scontra con la ferma volontà del premier Mario Draghi, che ha esplicitamente affermato che “il futuro per l’Italia è fatto di difesa dei diritti fondamentali, di difesa dei diritti delle donne, di protezione di tutti coloro che si sono esposti in questi anni nella difesa di questi diritti in Afghanistan”, ma anche con i sindaci del suo stesso partito.

A partire da quello di Ferrara, Alan Fabbri (nella foto): “Siamo pronti a fare la nostra parte. Di fronte alla catastrofe umanitaria in Afghanistan daremo come ente locale la massima disponibilità per salvare vite, a partire da donne e minori”, le parole di Fabbri. E ancora: “Come sindaco, come cittadino, sono pronto a dare un contributo e a mettere in campo la massima collaborazione, nel limite delle possibilità che possiamo offrire, per sottrarre i civili esposti alla barbara azione degli estremisti islamici”.

Ma nei territori quella del primo cittadino di Ferrara non è una posizione isolata, l’atteggiamento di Salvini crea imbarazzo negli amministratori locali di centrodestra un po’ ovunque. “Il Comune di Genova sta analizzando ogni strada possibile, in accordo con Prefettura, Anci e Regione Liguria, per essere in grado di accogliere i profughi afghani attivando le strutture di ricovero in accordo con quelle che saranno le direttive che arriveranno dal Governo. Riteniamo sia dovere della nostra amministrazione intervenire per poter aiutare i profughi che decideranno di lasciare il loro Paese minacciati da una nuova dittatura”, così il sindaco Marco Bucci e anche in Piemonte il presidente regionale Anci e sindaco (di centrodestra) di Vercelli, Andrea Corsaro conferma l’impegno dei comuni piemontesi che “di fronte alla tragedia afghana sono pronti a dare il loro contributo di solidarietà e accoglienza, come non hanno mai mancato di fare”.

E, in netta contrapposizione con l’intenzione del segretario federale della Lega di operare dei distinguo su chi aiutare e chi no, chi accogliere perché ha collaborato nei vent’anni di presenza delle forze della coalizione occidentale e chi invece va lasciato al proprio destino nel Paese riconquistato dai talebani perché potenziale terrorista, ha sottolineato: “Non saremo noi sindaci nel momento dell’accoglienza a fare la differenza tra chi ha collaborato con le autorità italiane e chi comunque fugge da una situazione che è sotto gli occhi del mondo”.

Dino Latini, presidente del Consiglio regionale delle Marche – Regione guidata dall’esponente di FdI Francesco Acquaroli – ha annunciato che nella prima seduta di settembre dell’Assemblea presenterà una specifica mozione per “prendere l’impegno formale per azioni concrete di solidarietà ed accoglienza per i profughi e, in particolare, per le profughe afghane”, ricordando come “lo spirito di accoglienza e di aiuto incondizionato verso chi si trova in difficoltà sia uno degli aspetti peculiari della terra marchigiana”.

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