E ce li volevano vendere a noi

Di Roberto Mentori
Mondo Senza categoria

Di Roberto Mentori

Il loro acquisto da parte del Governo italiano continua a dividere le forze politiche ma ora le cose potrebbero cambiare. Il Pentagono ha deciso di lasciare a terra gli F35 per verifiche alla sicurezza, dopo un incendio su un velivolo in pista in una base in Florida. Lo riporta la Cnn. “Le cause dell’episodio restano sotto osservazione. Sono state ordinate altre ispezioni ai motori e il rientro in servizio è legato alle verifiche”, ha detto il portavoce del Pentagono. Il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha detto: “Non sta a me dare giudizi tecnici. La strategia italiana di difesa è sotto revisione, c’è una discussione anche su quali aerei comprare. Sicuramente anche noi avremo bisogno di riaggiornare i nostri strumenti militari, molti sono vecchi. Una discussione da fare anche con gli americani”.

Le giustificazioni a stelle e strisce
Il Pentagono ha riferito che si è verificata una perdita di olio al motore, quindi è stato deciso di fermare i velivoli, sia quelli in dotazione dell’Air Force sia quelli della Marina, a scopo precauzionale per nuove verifiche. I media americani ricordano che si tratta della seconda volta in sedici mesi che gli F35 sono stati fermati per problemi al motore. Secondo le prime informazioni le verifiche riguardano i motori costruiti dalla ‘Pratt & Whitney’ e la decisione è scattata dopo un incendio scoppiato il 23 giugno a bordo di un velivolo nella base di Eglin in Florida.

Piano acquisti sospeso
Anche l’Italia ha in programma di dotarsi dei caccia F35, anche se il piano complessivo di acquisto è sospeso, in attesa di ridefinizione sulla base del ‘libro bianco’ sulla difesa che il governo sta predisponendo per mettere a punto le necessità di difesa.
Secondo il capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera Gianpiero Scanu “La nostra partecipazione al progetto non è in discussione. Ma, allo stesso tempo, considero impossibile che si possa procedere all’acquisto anche di un solo aereo senza che ci sia un riconoscimento unanime della sicurezza e della praticabilità di questo strumento”.