Ebola, farmaco sperimentale

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Alessandro Righi

In cura con un farmaco sperimentale il primo italiano contagiato dall’Ebola. Il medico di Emergency contagiato in Sierra Leone “ha iniziato un trattamento antivirale specifico con farmaco non registrato, autorizzato con ordinanza dall’Aifa, su indicazione del ministro della Salute” come riferito dai medici che hanno in cura il paziente allo Spallanzani di Roma. Si tratta di un farmaco già usato in Usa e in Ue ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, precisando che il nome dell’antivirale non verrà reso noto. Il medico è stato giunto in Italia con un trasporto in alto biocontenimento effettuato dall’ Aereonautica Militare italiana. Il bollettino medico chiarisce che “era in condizioni di stabilità clinica già in Sierra Leone, e le condizioni permangono stabili senza ulteriori criticità”. Nella serata di ieri aveva 39 di febbre, ma in condizioni vigili e perfettamente cosciente. E non è disidratato.

IL CONTAGIO
Mistero su come il medico sia stato contagiato. “E’ difficile ricostruire la causa”, ha spiegato il presidente di Emergency, Cecilia Strada, nel corso della conferenza stampa allo “Spallanzani”. Ma tra le cause potrebbe esserci stata una rottura nella tuta, o nel guanto, come ha detto la stessa presidente di Emergency. Finora ora, però, non ci sono certezze. Per ovvie ragioni il paziente non potrà avere alcun contatto, se non telefonico, con i suoi familiari.
La sua degenza sarà seguita da un team di 15 medici e 15 infermieri volontari che ruoteranno su turni e saranno impiegati in base alle sue condizioni. Il paziente ha 50 anni, è un infettivologo e ha già lavorato con Emergency. Era alla sua prima missione in Sierra Leone, dove era giunto il 28 settembre. Originario di Catania. Sposato e padre di due figlie, è uno specialista in infettivologia e dirigente nell’azienda ospedaliera Umberto I di Enna, dove vive con la famiglia. Era in aspettativa per prestare la sua opera con Emergency. Era già stato in un ospedale nel Kurdistan prima di arrivare in Sierra Leone.

L’INTERVENTO DEL GOVERNO
Per fronteggiare le emergenze sanitarie e l’Ebola il Governo stanzia 5 milioni nel 2015. E’ quanto previsto in un emendamento al Ddl di stabilità depositato in commissione Bilancio alla Camera che destina, in particolare, due milioni all’Istituto nazionale per le malattie infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ (e un milione l’anno nel 2016 e 2017) “per far fronte a situazioni di emergenza biologica a livello nazionale e internazionale”. Sempre nel 2015, risorse per tre milioni (1,5 milioni l’anno a partire dal 2016) sono destinate al ministero della Sanità per il potenziamento delle attività di prevenzione. Altri 5 milioni sono previsti per il biennio successivo. Di questi, 2 milioni nel 2015 e 1 milione per ciascuno degli anni 2016 e 2017 saranno destinati a garantire l’avvio dell’unità per l’alto isolamento dell’ospedale Spallanzani di Roma.