Ecco il Mattarellum 2.0. Gotor guida la minoranza del Pd all’attacco del premier: “Si apra o sarà No al referendum”

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Sono 21 i senatori della minoranza del Pd che ieri, a Palazzo Madama, hanno depositato il testo del cosiddetto Mattarellum 2.0. Rispetto all’Italicum, la proposta si fonda sui collegi uninominali (475 contro i 100 collegi plurinominali dell’attule legge elettorale), non prevede il ballottaggio e assegna il premio di maggioranza in misura fissa (14% dei deputati da eleggere), prevedendo inoltre che alla lista/coalizione vincente non possano essere attribuiti complessivamente più dei 350 seggi. E ancora: assicura il “diritto di tribuna” alle forze politiche minori e, per la prima volta, favorisce lo svolgimento delle primarie per la scelta dei candidati nei collegi uninominali. Tra i firmatari, oltre ai vari Federico Fornaro, Felice Casson, Massimo Mucchetti, Ugo Sposetti, Luigi Manconi e Walter Tocci, c’è anche Miguel Gotor. “È una richiesta coerente con il nostro comportamento parlamentare”, spiega contattato da La Notizia. “Il referendum? Se la legge elettorale non cambia voteremo No”.

Lei ha definito la mozione della maggioranza “una divertente presa in giro”. Perché?
La mozione mi è sembrata al di sotto di ogni aspettativa politica sia per quanto riguarda il metodo scelto, la mozione appunto, sia per i contenuti. “La Camera si impegna ad avviare nelle sedi competenti…”: come se la sede competente non fosse proprio quella.
Di fatto il Mattarellum 2.0 è un sistema diverso dall’Italicum. Anche voi, come il M5S, chiedete la cancellazione tout court dell’attuale legge elettorale?
Sì, e ci sembra una richiesta coerente con il nostro comportamento parlamentare. In 24 non l’abbiamo votata al Senato e alla Camera 38 deputati non hanno votato la fiducia. Fra questi Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Guglielmo Epifani, Gianni Cuperlo e Rosy Bindi. Roberto Speranza si è dimesso da capogruppo tra l’indifferenza generale.
Crede che l’ala renziana del Pd darà ascolto alle vostre richieste?
Abbiamo voluto mantenere un filo aperto, ma non me lo aspetto perché l’Italicum risponde a una precisa visione democratica di Matteo Renzi, direi a una ideologia. Non è stato un incidente di percorso.
Di che visione parla?
Una visione dirigista, ma dell’istante e della situazione, incentrata su una democrazia del personaggio, che soffre i corpi intermedi. Pensare di dare più poteri agli esecutivi sottraendogli contemporaneamente consenso e rappresentatività è una scelta miope che aumenterà antipolitica e populismo e gli affanni della democrazia non solo in Italia, ma in Europa.
Il Mattarellum 2.0 è studiato per un sistema monocamerale. Vuol dire che per la minoranza dem c’è ancora uno spiraglio di votare Sì al referendum?
Se non cambia l’Italicum nel senso di una maggiore rappresentanza degli elettori e di un premio di governabilità che sia proporzionato, voteremo No e faremo campagna affinché la riforma costituzionale sia bocciata.

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di Gaetano Pedullà

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