Editori e banche in campo per sostenere le edicole. Fieg e Abi siglano un patto per aiutare i settori della vendita e distribuzione dei giornali

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La grande crisi dell’editoria tradizionale, che ha nell’edizione cartacea il suo punto più critico, si attiva per difendere la sopravvivenza delle edicole, cioè un anello ancora più debole dell’intera filiera dei giornali. Con il calo delle vendite, l’agio per l’edicolante sulle singole copie non basta a coprire i costi dell’attività e per questo molti esercizi sono stati chiusi o svenduti.

Per dare una mano a queste attività la Federazione degli editori (Fieg) ha sottoscritto un accordo con l’Abi, l’Associazione nazionale delle banche, proprio per rafforzare l’accesso al credito e facilitare l’acquisizione di garanzie dei diversi soggetti che partecipano alla filiera della distribuzione della stampa, in particolare proprio delle edicole, fornendo un quadro di riferimento generale che favorisca i rapporti delle banche e degli intermediari finanziari con gli operatori della distribuzione della stampa quotidiana e periodica.

L’intesa siglata dal presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti (nella foto), e dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, contribuirà a promuovere a livello regionale iniziative in grado di facilitare accordi diretti di edicolanti e operatori della distribuzione della stampa con le banche e gli intermediari finanziari presenti sul territorio. Un “patto” che affianca il protocollo d’intesa, sottoscritto il 30 ottobre dello scorso anno, diretto a favorire il dialogo tra editori e banche, nel comune interesse di tutela della libertà di informazione e di educazione finanziaria.

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di Gaetano Pedullà

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