A chi la ciccia e a chi le frattaglie

di Gaetano Pedullà

Che qualcosa di grosso stesse cucinando in pentola l’avevano capito tutti da tempo. Se n’era sentito l’odore quando alcuni grandi giornali erano passati alla Fiat (che ora si chiama Fca, ma a me piace usare lo stesso nome a cui lo Stato bonifica da decenni montagne di miliardi pubblici sotto forma di cassa integrazione, contributi e rottamazioni). Perché – mi domandavo – gli Elkann, cioè gli eredi della dinastia Agnelli, portano il cuore del loro gruppo automobilistico ad Amsterdam, a Londra e Detroit, poi si fondono con la francese Peugeot e intanto comprano la Repubblica e spingono una schiera di direttori che anche in tv sentiamo ripetere come un disco rotto ogni contumelia contro il Governo?

Elkann nisciuno è fesso, e noi quanto i discendenti dell’Avvocato sappiamo bene che di questi tempi (anzi, in tutti i tempi) i giornali sono un pessimo investimento, a meno che non ci sia da usarli come clave per guadagnarci da un’altra parte. E stavolta la clava si era vista subito: neanche il tempo di salutare i dipendenti che già il nuovo direttore del quotidiano di Scalfari incorniciava in prima pagina i consigli non richiesti di Cottarelli e Moavero per salvare l’Italia, con implicito avviso di sfratto a Conte e a quegli scappati di casa del Movimento Cinque Stelle.

Il governissimo con dentro tutti, dalla Lega di Giorgetti e Zaia (le sparate elettorali di Salvini ora non servono) all’Italia Viva di Renzi, con il Pd e frotte di responsabili, è il sogno di chi vuole sedersi a capotavola del grande banchetto allestito con i miliardi di aiuti pubblici stanziati per ripartire dopo il Covid. Tant’è vero che ieri, su un’agenzia di stampa straniera, è saltata fuori la notizia che Fiat sta trattando con Banca Intesa Sanpaolo un prestito da oltre sei miliardi interamente garantito dalla Sace (cioè lo Stato). Niente male mentre famiglie e imprese ricevono col contagocce i prestiti garantiti fino a 25mila euro, e c’è un Paese da rimettere in piedi, possibilmente senza lasciare tutta la ciccia ai soliti noti, e agli altri le frattaglie.

 

Gli ultimi editoriali di Gaetano Pedullà

Consulta l'archivio completo

La destra più vigliacca di sempre

Gli appassionati del nostro sempre più imbarazzante regionalismo si segnino che ieri a Reggio Calabria è crollato il tetto del Consiglio regionale mentre in Puglia si sono schiantati decenni di battaglie per la parità di genere, con il Governo Conte costretto a nominare un prefetto per dare alle donne una vera chance di successo alle…

Continua

La condanna di Matteo c’è già stata

Se quella sui camici di Fontana è un’inchiesta a orologeria, ovviamente l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini è un processo politico. Dicono così dalle parti della destra più becera e meno legalitaria del mondo, trascinata da quasi tre decenni di berlusconismo nella più smaccata insofferenza verso tutto ciò che ha a che fare con la…

Continua

I renziani affamati di poltrone

Chissà chi sta messo peggio tra i due Matteo, uno che oggi rischia di finire sotto processo per la vicenda Open Arms e l’altro che ormai stabile nei sondaggi sotto al 5% comincia a non governare più la sua truppa. Proprio per questo motivo ieri al Senato è saltato l’accordo politico sulle presidenze delle commissioni…

Continua

La dittatura sanitaria e altre bugie

Con la credibilità di chi prima voleva tutto aperto, poi tutto chiuso, adesso tutti in giro senza mascherina perché il Covid è finito, ma a patto che non si tratti di migranti perché spargono il Covid (ma non era finito?), ieri Matteo Salvini ha fatto in Senato un altro show, dopo il delirante convegno negazionista…

Continua

Un comitato scientifico da paura

Se vi hanno appassionato le giravolte dei virologi, il nuovo comitato tecnico scientifico presieduto da Salvini, Sgarbi e Bocelli vi entusiasmerà ancora di più. I luminari, notoriamente esperti di virus e pestilenze, ieri ci hanno informato che ancora oggi milioni di persone fanno finta di contagiarsi nel mondo, perché prendersi il Covid deve essere diventato…

Continua

Manca Totò alla tavola dei Fondi Ue

La pappa non è ancora arrivata ma un sacco di gente si è già seduta a tavola. E vista la fame di questi tempi, il finale di Miseria e nobiltà, con Totò che si infila in tasca gli spaghetti, sarà nulla a confronto. Parliamo del Recovery Fund, la montagna di miliardi che il premier Giuseppe…

Continua

Recovery festival delle bugie

Non ne azzeccano una neanche per sbaglio, ma più sono smentiti dai fatti più girovagano per le tv a confondere le acque su quello che è appena successo in Europa. La quasi totalità dei giornalisti fissi nei talk show anziché chiedere scusa per aver sballato tutte le previsioni sul Recovery Fund, da ieri ci spiegano…

Continua

Aspettando gli aiuti di Paragone

Tra i fenomeni da circo della politica italiana quest’estate va di moda il numero della testa nella bocca del leone. La capoccia ovviamente non è quella di Lorsignori ma la nostra, che secondo mezzo Pd e i soliti Renzi, Calenda e Berlusconi (sempre più anime di uno stesso partito) dovremmo  infilare nella tagliola del Mes,…

Continua

A Bruxelles vincono gli egoismi

Mentre un esercito di volpi della politica italiana, anche nel Governo, non risparmia critiche a Conte e ai Cinque Stelle perché si ostinano prudentemente a non chiedere i soldi del Mes, l’Europa getta la maschera, rivelando di essere a malapena un’Unione mercantile, perennemente a corto di valori come la solidarietà tra Stati o la condivisione…

Continua

A Virgì scordamoce sti scribani

A Virgì, Roma nun se merita sti scribani. Lo so, fossi davvero buono a comporre i sonetti potrei dirlo meglio, ma non ho la vena poetica di tanti colleghi giornalisti, e mai potrei raggiungere le vette della loro fantasia nell’attribuire a questa sindaca ogni tipo di disastro, preferibilmente se lasciato da chi c’era prima di…

Continua