L'Editoriale

Aiutiamo meglio i poveri

Reddito di cittadinanza
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Pensate che sarebbe successo ieri, ma di sicuro anche prima, se i 5 Stelle avessero deciso di star fuori dal governo. Oggi avrebbero più voti, perché dall’opposizione è facile abbaiare alla luna, ma destre e renziani (cioè la stessa cosa) avrebbero smontato l’unico strumento di protezione sociale che c’è nel Paese. Lega, Forza Italia e Italia Viva con un blitz in Consiglio dei ministri hanno provato a bloccare il Reddito di cittadinanza (leggi l’articolo), sbattendosene di oltre tre milioni di persone che attualmente ricevono questo aiuto, senza il quale farebbero la fame.

Salvini e compari, che non andranno alla manifestazione di solidarietà alla Cgil devastata da No Pass e fascisti perché sarebbe un’iniziativa elettorale, si sono fatti uno spot per i ballottaggi ben maggiore intestandosi la presunta battaglia a un enorme spreco di denaro pubblico, mettendo a frutto la gigantesca disinformazione fatta da sempre sul Reddito di cittadinanza erogato a delinquenti e fannulloni. Un aspetto che è presente come in tutti i tipi di assistenza, anche se nessuno ha mai chiesto di non aiutare i non vedenti perché ci sono i falsi ciechi.

Dunque questo pilastro di civiltà va difeso, smontando le ragioni per cui invece di essere condiviso da tutti è molto spesso impopolare. Conclusa la prima fase di sperimentazione sappiamo cosa ha funzionato e cosa no, a cominciare dall’incapacità dei Centri per l’impiego di spingere il lavoro. Lo sforzo di farli funzionare, nonostante l’inserimento dei navigator, si è infranto sul disastro di questi uffici che non dipendono dallo Stato ma dalle Regioni, per non parlare di una resistenza culturale a usare questi canali per assumere personale.

Quindi nel caso di beneficiari oltre una certa età e senza altri mezzi di sostentamento il Reddito di cittadinanza non può essere in alcun modo modificato, e semmai va reso più facile accedervi, in modo da raggiungere una fascia di anziani indigenti che ne sono esclusi. Ma per i giovani o chi ha perso il lavoro questo sostegno non può durare per sempre, e dopo un periodo congruo, anche di un anno, va verificato e bloccato, costringendo così chi lo percepisce a darsi da fare per trovare un impiego e non aspettare che gli arrivi dal Cielo.

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