L'Editoriale

Azioni dolose per espugnare il Monte

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Brutta storia se le banche centrali un giorno regalano miliardi di euro per sostenere il sistema finanziario e quello dopo indossano i panni dell’Isis, terrorizzando il comparto e in particolare – chissà come mai – qualche ben individuato istituto di credito. Questo è quanto succede da anni sotto gli occhi di tutti con il Monte dei Paschi di Siena. Una banca che paga certamente le scelte di vecchi amministratori scellerati, ma che adesso è chiaramente vittima di un disegno criminoso: farne crollare il valore per consentire a qualche cavaliere bianco di conquistarla con due soldi. Tra richiami, stress test, pressioni della vigilanza (certamente senza confronti con le banche finite in risoluzione) la Bce ha pesato non poco nella fuga degli investitori che ha fatto perdere a Siena il 73,3% di valore solo quest’anno. Un’azione che a questo punto ha molte ragioni per apparire premeditata, un tirare la volata a chi vuole espugnare Siena. Un mandante ancora segreto, che però conosceremo presto. Esattamente il giorno in cui il sicario di Francoforte avrà finito il suo compito. Nel silenzio colpevole di un Paese che non sa difendere neppure le sue grandi banche.

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