L'Editoriale

I burocrati uccidono più del virus

Astrazeneca Figliuolo
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Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non è facile stabilire chi sia il peggiore, ma messi insieme sono un’arma letale.

Partiamo da Aifa e Cts, cioè l’Agenzia del farmaco e il comitato tecnico scientifico al quale il governo si è affidato sin dall’inizio della pandemia per affrontarla in modo razionale. Con l’alibi che sappiamo poco dei possibili effetti collaterali, spesso questi due soggetti sono stati vaghi su quali sieri dare e a chi, preferendo limitarsi a generiche raccomandazioni, che assomigliano tanto a un “fate come vi pare”.

In questo quadro d’incertezza, il commissario Figliuolo – quello che esordì dicendo “vacciniamo il primo che passa” – ha fatto esattamente come gli pareva, dando ordine di inoculare tutto ciò che passava il convento. Allo stesso modo le Regioni, dopo essersi dimostrate un castigo di Dio finché a Palazzo c’era Conte, al punto di contrastarne quasi ogni decisione, ora che comanda Draghi non vogliono disturbare, e quindi adempiono alle indicazioni di Figliuolo quasi tutte e senza fiatare, tranne poi rinfacciarsi le responsabilità di aver dato un vaccino “pericolo” a chi non lo doveva avere.

Così la morte di Camilla ha fatto partire l’inevitabile scaricabarile, rendendo chiaro che in questo Paese la burocrazia ammazza più di qualunque virus. E dire che per uscirne basterebbero poche ma chiare condizioni: Cts e Aifa la smettessero di “raccomandare” e dicessero invece in modo netto cosa si può e cosa non si può fare. Il generale Figliolo avanzi nella campagna vaccinale, ma senza avventurarsi in decisioni di carattere scientifico che non gli competono.

Per le Regioni, infine, di cura ce n’è una sola: restituire la gestione della sanità allo Stato centrale. Un epilogo irrinunciabile per non rivedere in altre emergenze lo stesso film, con 20 sistemi medici in contrasto tra di loro e tutti insieme contro il sistema nazionale. Ma non illudiamoci. Gli ospedali sono potere e clientele. E su questi per la nostra politica non c’è vaccino.

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