L'Editoriale

Com’è democratico lei! Beppe Grillo ha figli e figliastri

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Sarà pure il papà di tutti, come ha detto ieri a Rimini, ma Beppe Grillo non c’è dubbio che ha figli e figliastri. Alcuni se li è mangiati, forse per sperimentare l’effetto che fa vomitarli, come gli piacerebbe fare con i giornalisti. Basti pensare al sindaco di Parma, Pizzarotti, cacciato dal Movimento per aver ricevuto un avviso di garanzia su una vicenda di poco conto. Con la Raggi, che invece tra breve potrebbe finire a processo, la regola è cambiata e Virginia resta al suo posto, anche se alla convention grillina non è più tra le star. Il figlio prediletto però è solo uno, quel Luigi Di Maio per il quale si è costruita su misura la più grande presa in giro degli attivisti Cinque Stelle, con delle elezioni farsa su internet. E a scanso di equivoci (e di hacker), Di Maio correva senza veri concorrenti. D’altra parte l’idea di democrazia di Grillo finisce lì dove inizia il suo dominio assoluto sulle grandi scelte da prendere, su chi è candidato e chi no, su chi sale e chi scende nella scala del potere pentastellato. Un modello che il più sveglio Alessandro di Battista ha capito meglio di Roberto Fico, l’altro pezzo da novanta del Movimento che ha osato non condividere ogni mossa del Di Maio e adesso ne paga il prezzo, schiaffeggiato in pubblico dal padre-padrone dei 5Stelle che gli ha tolto la parola nel giorno dell’incoronazione del candidato premier. Certo, nell’epoca del web si fa fatica a rimpiangere i polverosi congressi dei partiti di una volta, ma quel modello di democrazia almeno salvava la faccia lasciando a tutti il diritto di parola.

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