L'Editoriale

La bugia della destra e della sinistra

RENZI SALVINI
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Piccola bussola per chi ha perso l’orientamento tra destra e sinistra, e ieri si è smarrito ancora di più vedendo Salvini difendere Renzi dalle polemiche sull’incontro carbonaro con lo 007 Mancini nella piazzola di un autogrill. A guardarli con gli occhiali del passato, destra e sinistra sono agli antipodi su tutto, ma se si gratta appena appena sulla vernice si vede subito che in ciascun campo non c’è più una sola idea.

Basti pensare a cosa intendano la Lega e Fratelli d’Italia per nazione: la prima che spinge su una fortissima autonomia delle Regioni e la seconda nostalgicamente fedele agli ideali di Dio, Patria e famiglia. Tutto e il contrario di tutto, insomma, come d’altronde è la regola pure a sinistra, la casa della classe operaia che però ha fatto diventare legge una porcheria come il Jobs Act, cioè il perfetto lasciapassare per la precarietà.

Destra e sinistra sono dunque nebulose unite da partite di potere, che in Parlamento e nel Paese si dividono ma che poi proprio sul potere finiscono per fare lingua in bocca, spartendosi soldi pubblici e poltrone. Solo così si può capire perché Salvini e Renzi stavano dalla stessa parte contro Conte, con la complicità della maggioranza dei gruppi parlamentari del Pd, che non a caso un minuto dopo il giuramento di Draghi a Palazzo Chigi hanno cambiato segreteria.

Oggi dunque la vera contrapposizione è su un altro piano: da una parte l’establishment (di destra e di sinistra) e dall’altro chi sta fuori dal sistema, che per quanti parlamentari e ruoli nelle istituzioni disponga oggi – ammettiamolo! – conta pochissimo.

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