Ormai non ci scandalizza più nulla. Anche se la posta in gioco è l’architrave della Repubblica, il suo assetto istituzionale e l’equilibrio tra i poteri. In una parola quella Costituzione che all’articolo 54 recita: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.
Quale disciplina e onore ci fosse nelle parole del deputato FdI, Aldo Mattia, immortalato qualche giorno fa ad un evento a favore della riforma della Giustizia in provincia di Potenza mentre spronava i presenti a utilizzare “anche il solito sistema clientelare” per promuovere il Sì al referendum, è difficile da immaginare. Ma non è la prima volta e probabilmente non sarà neppure l’ultima. Dieci anni fa, fu l’ex governatore della Campania, Vincenzo De Luca, a celebrare l’arte del clientelismo “come Cristo comanda” praticata a colpi di fritture di pesce dall’ex sindaco di Agropoli.
Allora come oggi, per portare voti alla causa del Sì di un altro referendum costituzionale. Quello del 2016 sul Senato delle Regioni, poi bocciato dagli elettori, che costrinse Matteo Renzi alle dimissioni da presidente del Consiglio. Comportamenti leciti e a prova di codice penale, intendiamoci. Ma oltremodo paradossali quando a ignorare (per usare un eufemismo) i doveri di condotta prescritti della Costituzione sono uomini delle istituzioni che quella stessa Costituzione vorrebbero riformare.
E’ il punto più basso di una campagna referendaria che il governo, a cominciare dalla premier Meloni, ha trasformato in uno scontro frontale con la magistratura. Accusata di liberare gli stupratori, impedire i ripatri dei migranti e delle peggiori nefandezze. Spacciando la riforma come il vaccino contro gli errori giudiziari, i casi Garlasco e della famiglia nel bosco. Che, ovviamente, la legge Nordio non sfiora neppure. Un mantra che da un salotto televisivo all’altro – e perfino al Pulp Podcast di Fedez che trasmetterà l’intervista alla premier domani – Meloni continua a ripetere. Niente da dire, invece, sul “solito sistema clientelare”.