Diciamoci la verità. Nel primo anno del suo secondo mandato Donald Trump, con i suoi modi spicci e brutali, ha solo detto e fatto ciò che i suoi predecessori non dicevano, ma facevano, cercando di salvare almeno le apparenze.
Non è stato Trump a stilare la lista degli Stati canaglia, ma il repubblicano George W. Bush: Trump l’ha solamente aggiornata ai nuovi interessi degli Stati Uniti. Non è stato Trump ad invadere Cuba (Baia dei Porci, 1961) nel fallimentare tentativo di rovesciare Fidel Castro, ma il democratico John Fitzgerald Kennedy: Trump si è limitato ad emularlo con il blitz e il sequestro di Maduro in Venezuela e tornando, allo stesso tempo, a minacciare il governo de L’Avana. Non è stato Trump a fomentare la guerra in Ucraina, lucrando sull’Unione europea con la vendita di gas (al posto di quello russo di gran lunga più economico) e armi Usa, ma il democratico Joe Biden: Trump si è solo accordato con Putin, nel tentativo finora fallito di chiudere il conflitto, per continuare a svenare gli alleati-vassalli del Vecchio Continente con lo stesso gas e le stesse armi americane.
Quindi, a stupire non è tanto Trump, di cui oggi molti si dicono scandalizzati (vedi Macron) quando minaccia di prendersi la Groenlandia danese (quindi Ue) e alcuni (tipo Meloni) ne plaudono le gesta quando attacca il Venezuela (atto di legittima difesa) ma fischiettano se nel mirino mette un territorio Ue. Quanto piuttosto chi si stupisce dinanzi ad un copione che si ripete ininterrottamente dal secondo dopoguerra in poi. E’ la vecchia storia del dittatore buono e di quello cattivo ad uso e consumo degli interessi statunitensi a cui i Paesi Nato-Ue si allineano da sempre.
E’ successo in Iraq, in Afghanistan. Si è ripetuto con la Russia del ricercato internazionale Putin, messo da Biden sulla lavagna nella colonna dei cattivi, contro la quale l’Ue sta preparando il 20esimo pacchetto di sanzioni. Ma non con l’altro ricercato internazionale Netanyahu (zero sanzioni in due anni di genocidio), alleato degli Usa e quindi intoccabile in re ipsa. In fondo, Trump o non Trump, noi europei facciamo le stesse cose degli americani. Ma nel loro interesse e a discapito del nostro.