Due idee sul nostro futuro legate alla fortuna politica di M5S e Lega

di Gaetano Pedullà

Per essere incompetenti, nuovi barbari e buoni solo a litigare tra loro, Cinque Stelle e Lega sono stati piuttosto bravini a realizzare due riforme epocali come il Reddito di cittadinanza e Quota cento. In un Paese ingessato dalla mancanza di idee, di coraggio, di immaginazione del futuro, queste sono le due più importanti novità viste da decenni. Altro che il brodino annacquato del Jobs Act, le due norme portano in grembo una straordinaria visione di equità e di stimolo alla persona. Un nuovo modello di welfare, l’ha definito Luigi Di Maio, per cui da adesso è criminale continuare a sentire opposizioni stridule e resistenze di chi voleva tenere per se le risorse che invece andranno a chi è stato lasciato indietro e a chi ha subito il furto di uno spicchio di riposo dopo una vita di lavoro. Basteranno queste misure per far ripartire l’Italia? Non è facile dirlo, perché il contesto economico internazionale è recessivo e noi siamo parte di una catena che controlliamo pochissimo. Per la prima volta però la politica prova a dare risposte nuove, guardando all’orizzonte in cui va il mondo e immettendo quante più risorse è stato possibile sul lato dei consumi e della povera gente. L’erogazione del Tfr, la carta di spesa rilasciata dalle Poste, il patto con i cittadini per formarsi e non abbandonarsi su un divano sono fatti più intelligenti e dirompenti di quello che i tanti denigratori ci raccontano da mesi. E al successo di queste manovre non è più legata la fortuna politica di 5S e Lega, ma il destino del nostro Paese.

 

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