L'Editoriale

Le faide delle destre al Copasir

Copasir Salvini Meloni
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Come mai Salvini e Meloni vogliono governare insieme l’Italia, comandano da alleati in più di metà delle Regioni, e poi si menano come fabbri per la poltrona di una Commissione parlamentare? La vicenda, che ha messo in subbuglio gli uffici giuridici e di ricerca del pelo nell’uovo sia della Camera che del Senato, riguarda la presidenza del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, il Copasir, tradizionalmente appannaggio del maggiore partito dell’opposizione (leggi l’articolo).

Dunque Fratelli d’Italia ne ha chiesto il possesso, sbattendo da due mesi sul netto rifiuto della Lega, che occupa la posizione con il suo deputato Raffaele Volpi, asserragliato in difesa del prezioso incarico manco fosse in trincea. Evidentemente poter controllare in qualche modo gli 007 è considerato di importanza fondamentale dal Carroccio, che – non va dimenticato – ha un’inchiesta aperta su una serie di presunti rapporti politici e finanziari con Mosca.

Tra partiti vicini questa circostanza non dovrebbe essere particolarmente divisiva, ma le botte da orbi che si stanno dando Giorgia e Matteo ci raccontano un altro film, dove i peggiori nemici sono nella stessa coalizione, e non ci si può più fidare gli uni degli altri, anche perché i due si stanno rubando gli elettori a vicenda, e il distacco non è più incolmabile.

I presidenti Casellati e Fico hanno chiesto di trovare comunque una quadra, ma le scene che abbiamo visto non si cancellano. E per il Centrodestra si tratta dell’ennesimo spettacolo rivelatore delle faide interne. E di quale capacità ha di guidare il Paese.

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