L'Editoriale

I veri gufi sono i banchieri

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di Gaetano Pedullà

Napolitano lascia o il Patto del Nazareno raddoppia, agli italiani i giochi della politica interessano poco quando in tasca non c’è un euro. E di euro, appunto, se ne vedono sempre meno. Ieri a confermarlo è stata Bankitalia: anche a settembre sono diminuiti i prestiti delle banche a famiglie e imprese. Così non c’è Governo, non c’è politica e non c’è cacciatore di gufi che tenga: la nostra economia non può ripartire. Questa ultima flessione è infatti la più inquietante, perché a metà settembre la Bce aveva offerto credito illimitato e quasi gratuito a tutte le banche europee. Quelle italiane avevano preso pochi miliardi (preoccupate per gli imminenti stress test) ma i nostri banchieri si erano impegnati a riaprire i cordoni della borsa. E fare il loro mestiere: prestare un po’ di soldi a tanti e non montagne di milioni solo a pochi. Alla prova dei fatti invece i prestiti sono calati ancora, i potenti come De Benedetti, che ha fatto un buco da due miliardi con Sorgenia, come sempre sono stati salvati. E migliaia di piccoli artigiani sono stati fatti fallire per pochi euro. Le riforme servono, ma chiamare alla loro responsabilità questi minuscoli banchieri è urgente. Una priorità.

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