L'Editoriale

Il danno e la beffa

Oltre al danno della ricchezza delle famiglie che non cresce, arriva anche la beffa dei maxi-rincari del 2026. E a pagare sono gli ultimi.

Il danno e la beffa

La ricchezza delle famiglie italiane rallenta. Anzi, affonda. Tanto da crescere meno dell’inflazione e registrare un calo, in termini reali, rispetto a 13 anni fa. E allora qual è la ricetta del governo Meloni? Aumentare le tasse. Con una pioggia di nuovi balzelli per gli italiani. Accise più alte sui carburanti e sulle sigarette, tassa di soggiorno più elevata, costi in crescita per l’Rc auto e per i pedaggi autostradali, nuovi dazi sui piccoli pacchi. Tutte, guarda caso, misure che colpiscono chi ha meno capacità di spesa. I più poveri.

Intanto, come mostra il report di First Cisl, la ricchezza italiana non aumenta al livello degli altri Paesi europei proprio perché a crescere sono le disuguaglianze. I ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. E allora ci si aspetterebbe un intervento per provare a ridurre i divari, per aiutare gli ultimi. E invece no. Il governo ha fatto l’esatto opposto, aiutando chi guadagna di più, con il taglio dell’Irpef che riguarda chi ha redditi fino a 200mila euro. E ha ignorato, ancora una volta, chi è maggiormente in difficoltà. Anzi, non proprio ignorati, in effetti.

Perché quando c’è da usare gli ultimi per far cassa, nessuno è più bravo delle destre. E così arrivano rincari proprio per le spese quotidiane, quelle che nessuno può evitare. Neanche chi di soldi ne ha meno. Tanto poi ci diranno che i salari aumentano, che l’occupazione cresce e che va tutto bene. Schiantandosi, ancora una volta, contro la realtà dei fatti. E dei numeri, ancora più impietosi di chi se la prende sempre con gli ultimi.