L'Editoriale

Il decreto vien di notte

decreto Draghi
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Chi ha detto peste e corna del precedente premier, che andava in tv alle 8 di sera per spiegarci le nuove regole contro la pandemia, adesso si sciroppi il decreto diffuso ieri dal Consiglio dei ministri a notte quasi fatta, con dentro tutto e il contrario di tutto (leggi l’articolo). E ovviamente senza Draghi che si sia degnato di metterci la faccia.

Nel caos di un provvedimento schizofrenico si allargano le maglie della quarantena mentre allo stesso tempo si chiude un mucchio di attività economiche, peraltro senza prevedere risarcimenti a chi già adesso sta rimpiangendo i ristori di Conte.

Sarà obbligatorio il Super Green Pass per salire sui bus, ma con l’attuale ritardo nella campagna vaccinale migliaia di persone senza dose resteranno pure senza trasporti. I prezzi delle mascherine Ffp2 saranno calmierati ma solo salvo intese (con i farmacisti). E lasciamo perdere l’elenco dei posti dove ci si potrà incontrare e dove no, perché serve un’enciclopedia con molti tomi per tenerne il conto. Perciò chi accusava i giallorossi di dilettantismo e mille altri peccati ora può solo nascondersi, perché dopo quasi due anni di Covid il miglior capo di governo del bigoncio ha partorito a mala pena un topolino.

E tutto questo mentre i contagi sono ormai fuori controllo, scarseggiano persino i tamponi e i reagenti per le analisi, i centri vaccinali scoppiano e si riaprono precipitosamente quelli chiusi con troppa fretta dalle Regioni. Un disastro, insomma, che a Draghi adesso più che mai serve lasciare ad altri per andarsene di corsa al Quirinale, prima che qualcuno cominci a chiedergli il conto.

Leggi anche: Attività chiuse senza ristori, prezzi delle mascherine calmierati e quarantena ridotta per i vaccinati salvo intese. Le misure anti-Covid di Draghi fanno di Conte un gigante.

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